La cosa incredibile è proprio questa. Che nonostante tutto, la Roma, è ancora li e può sperare di farcela. Di certo ci crede Gasperini, l’uomo che strada facendo ha alzato l’asticella e che ancora oggi guarda alla Champions League come il vero traguardo stagionale. E questione di ambizione, voglia, intensità mentale. Tutti ingredienti che serviranno stasera per superare il Pisa e portarsi – almeno temporaneamente – a un solo punto di distanza dal quarto posto. Già, perché poi il vero alleato della Roma sarà proprio il calendario, con il Como che dovrà vedersela in casa con la capolista Inter domenica sera e la Juventus che farà invece visita domani all’Atalanta, in quello che è a tutti gli effetti uno scontro diretto.
Serve un’inversione di tendenza, per tornare a correre e rendere al meglio in queste ultime sette partite che separano i giallorossi dal rompete le righe. «Sappiamo che il Pisa è una squadra tosta – ha detto ieri Gasp – Ma noi dobbiamo fare molto di più a livello di risultati, non abbiamo più molti margini di errore e dobbiamo iniziare proprio da questa partita qui. Anche per-ché quel passo avanti lo possiamo ancora fare».
E quel passo avanti vuol dire proprio arrivare a qualificarsi per la Champions. «A me la società non ha mai chiesto questo traguardo, sono io ad averlo fissato. E siamo noi come squadra a essercelo posto da-vanti – continua l’allenatore giallorosso – Questo è un gruppo fatto di ragazzi seri, che metterà tutto fino alla fine, di questo sono certo. Anche perché il traguardo è diventato molto più difficile, ma è ancora raggiungibile. Al di là degli avversari che sono sicuramente di valore, noi ci siamo imposti quel traguardo li».
Il futuro poi, è chiaro, bisognerà mettersi a tavolino e decidere insieme come poter rinforzare questa Roma. Per renderla più forte e, magari, vivere nella Champions senza più rincorrerla da lontano. «Ho visto che negli ultimi due armi Roma sono arrivati circa 30 calciatori, di cui forse adesso giocano 4 o 5 -conclude Gasp – Io penso che sia meglio prendere meno calciatori, ma più forti. L’ideale è il target Malen–Wesley. Poi se ne trovi dieci ne metti dieci, se ne trovi due solo quelli». Già, a trovarne però di così…
FONTE: La Gazzetta dello Sport











