Gasp, allenatore di uomini e coltivatore di anime, osservando Donyell Malen ha immaginato un pregiato Nebbiolo, il vitigno piemontese del leggendario Barolo: elegante e dinamico, variegato e dai profumi complessi. (…): «Ma voi avete capito che giocatore abbiamo preso?». Sì, Torino-Roma lo ha dimostrato con una disarmante chiarezza: al nuovo centravanti, (…), sono bastati due allenamenti per fare meglio di Ferguson e Dovbyk, che persino quando stanno bene alternano timidi risvegli a profonde dormite. La Roma ha vinto 2-0 a Torino giocando un primo tempo frizzante e una ripresa saggia, ispirata dall’olandese volante e da un attacco che ha saputo ronzargli attorno come le api coi fiori che sbocciano. Movimenti, intese, triangolazioni, profondità, palleggio: (…).
“Don” ha segnato e legato il gioco come un vero regista offensivo, regalandosi un debutto da sogno alla vigilia del 27° compleanno. Oggi i compagni lo festeggeranno a Trigoria, mentre i tifosi lo hanno già fatto ieri, dedicandogli un coro al momento della sostituzione. Nessun debuttante aveva mai avuto tale privilegio. Ma è stata anche e soprattutto la serata di Dybala, che beneficiando del nuovo partner è tornato a disegnare calcio da trequartista, ritrovando il gol dopo 84 giorni. Baroni, (…), stavolta non ha trovato mai le contromisure.
Eppure aveva confermato dieci undicesimi della formazione che martedì nella Capitale era andata a prendersi la qualificazione ai quarti di Coppa Italia, dovendo rinunciare solo all’acciaccato Simeone. La Roma invece si è presentata con 7 calciatori diversi, incluso Pellegrini che non vedeva il campo da un mese causa infortunio; l’ottavo non era previsto, perché Celik si è fatto male durante il riscaldamento e ha dovuto lasciare il suo posto a Rensch. Il ritorno dei big ha ristabilito equilibri e distanze: l’adrenalinico Gasperini dopo questa vittoria è quarto da solo, (…).
La Roma ha azzannato da subito il match, vincendo quasi tutti i duelli e avvolgendo l’avversario: da destra, da sinistra, per vie centrali, con passaggi rasoterra e traversoni, eludendo il pressing, insomma, sfondava con ogni mezzo. Le prime cinque cose belle della partita le ha fatte tutte Malen: un gioco di prestigio per far ammonire Ismajli, un’apertura geniale verso Rensch, una conclusione potente respinta da Paleari, una sponda per Dybala e un gol cancellato dal Var per un ginocchio in fuorigioco, dopo un bell’assist di Paulo. Al secondo tentativo, l’accoppiata è andata a segno per davvero: deliziosa l’imbeccata dell’argentino, ancora glaciale sotto porta l’olandese. (…).
Qualcosa è cambiato giusto a inizio ripresa, quando il Toro ha battagliato di più e ha trovato pure qualche varco. Quando l’esibizione ha cominciato a prendere le sembianze di una corrida, Koné e compagni hanno cominciato a spaventarsi, pagando anche un atteggiamento meno feroce nella pressione. Ma sul tiro a botta sicura di Lazaro, l’unica vera occasione dei padroni di casa, Svilar è tornato in versione Benji Price, dimenticando pure lui la serataccia di coppa. Da quel momento in poi, la paura ha lasciato di nuovo posto al coraggio. E la Roma, prima di lanciare nella mischia anche Robinio Vaz, si è regalata il 2-0 con un’azione costruita e conclusa dal ritrovato Dybala, (…).
FONTE: Il Corriere dello Sport – G. Marota











