Il mercato non è magico, proprio come la Roma di Udine affondata 1-0 sotto al colpo di fortuna di Ekkelenkamp. Non bastano quattro ingressi dalle trattative invernali per archiviare il solito malanno di stagione Non ancora, per lo meno. Perché la squadra di Gasperini sbatte contro il problema di sempre: dei gol non c’è traccia. E neanche delle occasioni, del resto: la Roma è inoffensiva, dall’inizio alla fine di una partita insapore. Malen è isolato, abbandonato da chi dovrebbe garantirgli supporto. Così anche il centravanti olandese sbanda, davanti e dietro: sua la deviazione che rende imprendibile la punizione di Ekkelenkamp. I pochi spunti offensivi sono innocui e confusionari. La tanta voglia di fare non è una condizione necessaria per la vittoria.
E ancora gli abbagli di Soulé, fuori giri e a corto di invenzioni. L’argentino, uomo immagine del nuovo corso gasperiniano, sembra intorpidito. Nelle retrovie anche il nucleo più solido mostra le crepe. Il fallo di mano ingenuo di Ndicka è il riflesso della sicurezza perduta. Come pure il fallo di Mancini su Davis, all’origine della punizione decisiva. Non impeccabile neanche Svilar tra i pali. E quando sbaglia il primo della classe, vuol dire che qualcosa non va. Gasperini vuole intervenire subito, fare ambientare rapidamente i nuovi, su tutti Zaragoza. Il talento spagnolo dovrà inventarsi qualcosa per sbloccare il potenziale di un attacco soporifero. Da lì passa il treno per la Champions, che ora la Roma vede allontanarsi: la Juventus, quarta, è distante due punti.
FONTE: La Repubblica











