
Non tutte le partite sono uguali e, sicuramente, una divisione importante è tra quelle «pesanti» e quelle ininfluenti. Nella prima stagione Garcia sono arrivati il pareggio 0-0 in casa contro il Cagliari, l’1-1 a Bergamo e le sconfitte a fine campionato (ininfluenti) contro Catania (4-1) e Genoa (1-0). Nella seconda dell’allenatore francese ci sono Palermo-Roma 1-1, Roma-Empoli 1-1, Roma-Parma 0-0 (quella dell’esordio di Doumbia, reduce dalla Coppa d’Africa), Verona-Roma 0-0, Chievo-Roma 0-0, Roma-Atalanta 1-1 e Roma-Palermo 1-2 (ininfluente, ma alla vigilia ci fu la conferenza stampa che, di fatto, sancì la rottura tra Garcia e Pallotta). Nella stagione scorsa, divisa tra il tecnico francese e Spalletti, la Roma ha perso punti a Verona (1-1 con l’Hellas), Bologna (2-2), Atalanta in casa (0-2) e ancora Verona (Chievo 3-3). Con Spalletti sono arrivati il pareggio 1-1 con l’Hellas all’esordio del nuovo tecnico, un 1-1 contro il Bologna all’Olimpico e il 3-3 in rimonta, propiziato da Totti, a Bergamo.
In questa stagione mancano i punti di Cagliari (dove la Roma era in vantaggio 2-0 a inizio ripresa) e quelli dello 0-0 di domenica a Empoli. Occasioni sprecate per essere più vicini alla Juventus e per mettere una distanza di sicurezza rispetto a tutte le altre pretendenti al secondo posto e alla qualificazione diretta alla Champions League. Spalletti ha sintetizzato così la giornata degli sprechi: «Non siamo stati abbastanza allupati». Vero. Ma contro un Empoli che al 35’ del primo tempo aveva tre difensori ammoniti su quattro (Veseli, Bellusci e Pasqual) poteva aiutare anche un Perotti messo un po’ prima dell’83’.










