Pazza Roma, scende al Maradona da favorita, ma va sotto 2-0 all’inizio del secondo tempo, seppellita dalle reti di Anguissa al 28’ e di McTominay al 3’ della ripresa, ma il risultato è ingiusto e allora decide di riprendersi tutto quello che era suo, e ci riesce, segnando un gran 2-1 con Soulé al 24’ e pareggiando cinque minuti dopo con Balerdi. E quando l’abbrivio della partita sembrava ormai pendere dalla parte romanista ecco un’altra prodezza di McTominay a portare ingiustamente e nuovamente in vantaggio il Napoli, ormai a sette minuti dalla fine: roba che avrebbe abbattuto un toro.
Ma non una Lupa: e allora ancora tutti in avanti, cross splendido di Wesley (il secondo, azzeccato dal brasiliano ieri, sul primo Cristante ha preso una traversa nel primo tempo) e nuovo pareggio, il 3-3 definitivo, ancora del gioiello Balerdi, arrivato a Roma in prestito con un milione e riscattabile già a gennaio con un’altra decina. Un affarone, l’ennesimo. Il rammarico è uno solo: che nei cinque minuti finali di recupero la squadra non sia mai riuscita a trovare una palla giusta da gestire, tra perdite di tempo e palloni buttati in avanti per non rischiare. Peccato, perché l’inerzia era dalla parte della Roma per tutto il secondo tempo e nel primo la gara era stata comunque equilibrata. Dopo l’ottava giornata, in attesa comunque delle gare di oggi, la Roma è al terzo posto, ma dopo aver già affrontato Inter, Como e Napoli oltretutto con in mezzo il Real Madrid. Adesso il calendario in campionato prevede in rapida successione Cagliari, Udinese, Sassuolo, Parma, Monza e Bologna prima del derby di metà dicembre: urge l’accelerata decisiva.
La partita è stata di grandissima intensità sin da primi vagiti, con la Roma con quella pressione costante che inevitabilmente invita gli avversari a cercare corse lunghe o diagonali per smarcamenti in appoggio o addirittura verso la porta, con conseguenti rincorse che alla fine hanno sfiancato tutti, anche perché il pallino del gioco è rimasto a lungo nel primo tempo tra i piedi giallorossi (di nero vestiti) con le continue ricerche dell’ampiezza spesso chiuse dai costanti raddoppi degli azzurri e le ricerche di dribbling e verticalizzazioni che hanno tenuto costantemente in apprensione i difensori di Allegri. Insomma, per tutto il primo tempo, ma a maggior ragione dopo il gol quasi casuale di Anguissa (28’), è stata la Roma a gestire il possesso (57%) e a tirare più verso la porta (11 tiri a 8), ma con minor precisione (4 a 1 i tiri nello specchio per il Napoli): perché a difettare nel primo tempo è stata soprattutto la qualità. Gasperini aveva scelto la difesa dello scorso anno, con Rensch largo a destra ad aprirsi lungo su Oliveira e a volte a raddoppiare su Lang nello sviluppo del gioco azzurro, e Wesley a sinistra, alto su Di Lorenzo, con Cristante al rientro sul play di giornata di Allegri (de Bruyne) e Malen e Soulé più avanzati messi a schermare le prime iniziative dei centrali (rispettivamente Rafa Marin e Badiashile), con i naturali accoppiamenti in mezzo, Pisilli-Anguissa e de Roon-McTominay. Per un po’ Hermoso è sembrato soffrire su Politano e da destra sono nate le migliori iniziative dei padroni di casa. Al 5’ de Roon è stato bravissimo a sporcare un destro a Hojlund che era sfuggito a Ndicka.
All’8’ Soulé si è liberato bene sul sinistro da destra, ma poi ha sbagliato completamente la misura del tiro a giro. Al 13’ Politano da destra ha preso il tempo a Hermoso e ha servito in una bella sovrapposizione interna Di Lorenzo perso da Wesley, sul successivo e immediato cross Rensch ha salvato in scivolata un sicuro gol impedendo al pallone di raggiungere Lang (sulla cui posizione regolare si sarebbe probabilmente dovuto esprimere il Var). Al 16’ ci ha provato Wesley con un destro al volo ben indirizzato, respinto da Di Lorenzo. Al 21’ la prima occasione per la Roma l’ha avuta Cristante su un intervento mancato da de Bruyne, ma il suo destro è ha solo sfiorato il palo. Al 24’ un’occasione ancora più propizia è arrivata sui piedi di Malen, ben servito da Soulé, ma il controllo dell’olandese non è stato perfetto e il relativo tiro un po’ affrettato non è stato potente come avrebbe potuto essere e Meret ci ha messo una pezza di piede. Al 28’ il gol che ha indirizzato la partita: su una punizione dalla trequarti tutta spostata sulla sinistra battuta da Politano con la linea difensiva della Roma forse troppo schiacciata verso la porta, de Roon ha provato ad allontanare il pallone di testa, ma sul rimbalzo Anguissa è stato bravissimo a coordinarsi in sforbiciata e a mandare la palla verso l’incrocio dei pali opposto rispetto alla posizione di Gollini, rimasto fermo a guardare.
Non è rimasto fermo invece sul lancio di Lang a liberare metà campo libera a De Bruyne, con Cristante impegnato in una rincorsa impossibile, una di quelle azioni che liberano i centrocampisti avversari negli spazi liberati dai difensori della Roma in pressione, così è stato necessario l’intervento di Gollini fuori area, sul tocco di De Bruyne il portiere ha respinto toccando anche la palla di mano, ma in posizione non punibile, perché piantata sul proprio petto. Al 38’ una grande uscita dal basso della Roma è culminata con un bel tiro di Hermoso sfilato a lato di poco. Al 41’ ancora un cross di Politano da destra ha trovato Hojlund pronto alla deviazione di testa, alta. Al 44’ una ripartenza lunga di Hojlund su angolo di Pisilli battuto male ha messo in crisi Mancini, in chiara difficoltà, il danese è arrivato fino in fondo, ha saltato anche Rensch e ha servito in orizzontale Oliveira che a un metro dalla porta ha deviato in rete, trovando però incredibilmente sulla traiettoria la mano protesa di Gollini. Poi subito dopo, sull’ultimo corner battuto (corto) nel primo tempo (alla fine della partita saranno 11-2 per la Roma) Wesley ha servito Cristante che anticipando tutti ha mandato la palla sul palo interno.
La ripresa, iniziata con l’ormai modaiolo lancio lungo in fallo laterale da parte del Napoli, ha subito premiato gli azzurri, confermando una tendenza un po’ preoccupante (sono già quattro i gol rimediati ad inizio secondo tempo dalla Roma): Wesley ha lasciato colpevolmente troppo spazio a Politano sul destro, sul cross morbido de Roon e Rensch si sono fatti fregare da McTominay per il 2-0 che è sembrato far calare il sipario sulla partita. E invece… Badiashile, sin lì impeccabile, ha dovuto lasciare il campo a Beukema per l’ennesimo infortunio muscolare per Allegri. All’8’ de Roon ha sbagliato il tempo del passaggio a Malen, vanificando una buona possibilità. Al 12’ un buco di Wesley su lancio di Di Lorenzo ha steso un tappeto rosso a Politano verso il 3-0 che avrebbe precluso ogni rimonta, ma Gollini ha tenuto a galla la sua squadra respingendo di piede.
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FONTE: Il Romanista – D. Lo Monaco











