Ese l’ultimo arrivato dovesse esordire dal primo minuto? Negli ultimi giorni, Gasp ha seguito Rodrigo Mora passo per passo. Non si è perso nemmeno un movimento. Perché la pazza idea del tecnico di Grugliasco, in una serie A che di solito non dà troppo spazio ai giovanissimi, è quella di gettare il talento portoghese subito nella mischia stasera contro la Fiorentina. Un po’ per vedere l’effetto che fa il ruggito dell’Olimpico sul 19enne appena arrivato dal Porto. Un po’ per preservare Soulé, visto che la partenza dell’argentino non è ancora esclusa. Si vedrà.
Ma la tentazione è forte: Mora potrebbe trovarsi subito in campo accanto all’idolo Dybala. Condizionale d’obbligo. Più certezze, invece, per Nahuel Molina. La partenza di Celik apre le porte della fascia destra all’argentino, che in amichevole fin qui pare aver soddisfatto Gasperini. Sull’altro lato del campo ci sarà Wesley, ormai definitivamente trasformato in esterno sinistro. Di nuovo titolarissimo il brasiliano, visto che l’olandese Oosterwolde è fresco di firma e salterà la prima. Subito un test importante.
La Fiorentina di mister Grosso si è mossa — e molto — sul mercato e ha portato in Italia anche Mastantuono, argentino del Real Madrid passato anche per i radar giallorossi in questa sessione di calciomercato. Un’estate lunga, da cui Gasperini si aspetta un ultimo regalo in attacco. Un’altra ala: potrebbe essere Gittens, in uscita dal Chelsea. Sempre che i due club trovino la quadra. Ma torniamo alla formazione. Contro la Fiorentina, oltre al rebus Mora e alla certezza Molina, si vedranno i soliti noti.
E allora ecco Svilar tra i pali. Davanti al portiere ci saranno Hermoso, Ndicka e Mancini. Mentre saranno Cristante e Koné a fare coppia a centrocampo. A completare l’attacco saranno invece Dybala e Malen. La speranza di stendere i viola passa soprattutto per i loro piedi. E forse per quelli di Mora. Soltanto 19 anni — proprio come Robinio Vaz — ma alle spalle due stagioni con il Porto. Buone per mettere minuti, gol e assist in curriculum. E magari convincere Gasperini che la pazza idea di un esordio dal primo minuto alla fine non sia davvero una follia.
FONTE: La Repubblica – M. Juric











