Sette anni dopo, la “musichetta” torna a suonare anche per la Roma. E il ritorno in Champions non poteva scegliere una porta d’ingresso discreta: Istanbul, il Fenerbahçe e uno stadio capace di trasformare 90 minuti in una lunga pressione sonora. La Roma ci arriva però con il passo di chi non vuole chiedere permesso. Tre vittorie su tre, dieci gol segnati, uno subito e soprattutto il 2-1 all’Atalanta strappato quando la partita sembrava scivolata via. Per il primo turno europeo Gasp pensa anche all’esperienza. Molina è pronto a prendere il posto di Lulli sulla fascia. Più aperto il ballottaggio tra Soulé e Rodrigo Mora, con l’argentino che si porta dietro il gol del sorpasso sull’Atalanta. Ma è lo zoccolo duro a dare certezze: «Ci sono calciatori che, come me, hanno già giocato le coppe europee». Poi ci sono le stelle a cui aggrapparsi quando il rumore aumenta. Dybala vive uno dei periodi di maggiore continuità degli ultimi anni.
Dall’altra parte c’è un Fenerbahçe pieno di incroci. Il più osservato sarà Greenwood. Per mezza estate la Roma lo ha inseguito, Gasperini lo avrebbe voluto come stella del mercato, poi l’inglese ha scelto Istanbul. Ma resta uno di quei giocatori «che possono cambiare l’inerzia di una partita che magari sembra favorevole». Partirà invece dalla panchina Lukaku, l’altra storia giallorossa rimasta incompiuta. Calore, pressione, uno stadio che non concede molti silenzi. Ma proprio a Istanbul stasera «potremo già vedere quanta è la nostra forza e la nostra personalità», assicura Gasp.
FONTE: La Repubblica











