A Roma serve un’impresa con il Real Madrid e la partita perfetta per essere grandi. Un giorno a Roma, José Mourinho disse: «Non sono Harry Potter». Eppure stanotte l’Olimpico sembrerà Hogwarts, perché lì dentro, in una bolla di luce, si sfideranno due grandi maghi: quello di ieri, lo Speciale, arrivato a Roma in Vespa, subito idolatrato, perché ha restituito orgoglio e vittoria (Conference), dimenticata da 8 anni; e quello nuovo, Gian Piero Gasperini, accolto da striscioni ostili, ma presto re di cuori per la bellezza del gioco e per il pass Champions strappato al primo colpo.
Mou contro Gasp, ma anche Dybala–Malen contro Mbappé e Vinicius. Il Real Madrid è il club con più Coppe dei Campioni (15), il secondo, il Milan (7), ne ha meno della metà. In questa Roma il coraggio non manca. In questa manifestazione ha vinto 19 degli ultimi 21 incroci con italiane. Mou, nei suoi anni a Madrid, ha perso una sola partita nei gironi di qualificazione. Ma ciò non vuol dire che il Real sia ingiocabile, come direbbe Mkhitaryan. Nella Liga è già caduto due volte e, in 8 partite, ha già accumulato 6 punti di ritardo dal Barcellona. Inoltre, si presenta a Roma acciaccato (Mbappé Valverde…).
Dubitiamo che Gasp metta un bus davanti alla porta, come Mou non si è mai vergognato di fare. Terrà la linea alta come sempre e andrà a pressare tutto quello che si muove. Anzi, ha già cominciato ieri: «La dote che ruberei a José? Farsi comprare grandi giocatori. La qualificazione Champions vale più della Conference. Il Real non è ancora squadra». Intenso. Se la Roma riuscirà a ripetere lo splendido primo tempo contro l’Inter, il Real soffrirà.
Qualche numero delle “due bestie”: Mbappé tocca stasera le 100 in Champions; 71 gol e 25 assist. Vinicius, contestato in casa e quindi pericolosamente carico d’orgoglio, ha partecipato a 60 gol (34 firmati) in 83 partite. Vero che la Roma è più squadra, ma il Real ha più uomini che possono vincerla da soli. Anche la qualità offensiva dei giallorossi però potrà far male, perchè questo Real, dietro, concede. E per compensare, la Roma, potrà giocarsi il fattore pubblico. Anche se ieri José ci ha provato con colate di miele (“I romanisti sono speciali. Avversari, mai nemici”).
FONTE: La Gazzetta dello Sport











