I tempi sono maturi. Un forte richiamo alle origini potrebbe sbloccare presto una trattativa non facile. Perché il sogno di Gianluca Scamacca di tornare nella sua amata Roma sembra essere la chiave migliore per aprire, o sarebbe meglio riaprire, le porte di Trigoria. Dove il centravanti dell’Atalanta è cresciuto e dove riabbraccerebbe il suo maestro Gian Piero Gasperini, con cui avrebbe avuto perfino un incontro nei giorni scorsi in un centro sportivo dell’Eur durante il quale l’attaccante avrebbe ribadito all’allenatore il suo desiderio di indossare di nuovo la maglia giallorossa a costo di abbassarsi lo stipendio (dagli attuali 3,2 a circa 2,5 milioni di euro a stagione).
L’unico ostacolo all’operazione è costituito al momento dal costo del cartellino di Gianluca, valutato dall’Atalanta attorno ai 25 più bonus. E dovrà essere quindi lo stesso Scamacca, per forza di cose, a “lavorare” in prima persona e con i suoi agenti nei prossimi giorni per convincere la Dea e colmare le distanze con la Roma. Il momento, in ogni caso, gioca a favore dell’attaccante. Dal momento che Scamacca è in scadenza di contratto al giugno 2027 e non sembra esserci l’intenzione da parte dell’Atalanta di rinnovare. Anzi, il club bergamasco vorrebbe ridurre il monte ingaggi e proprio lo stipendio del centravanti è il più ricco della rosa. Di conseguenza, di fronte ad un’offerta adeguata, non ci sarebbero forti resistenze alla cessione. (…) Una cifra di partenza, quei 25 milioni più bonus, che la Roma potrebbe pure attutire inserendo magari una contropartita. Com’è evidente il legame tra Gasp e Scamacca potrebbe giocare un ruolo chiave in una trattativa. (…)
A Roma il gigante romano ritroverebbe il mentore con cui vissuto la miglior stagione della carriera (19 gole un’Europa League da protagonista) e peraltro anche il nuovo ds in pectore Tony D’Amico, colui che lo riportò in Italia proprio nell’agosto 2023 proprio a Bergamo dopo la parentesi non esaltante al West Ham. Lex giallorosso, figlio calcistico di Roma, sente ora a 27 anni di dover tornare da dove tutto è iniziato, dove vive la sua famiglia e dove vorrebbe tornare ad abitare anche la moglie Flaminia. E, dopo aver confidato le sue intenzioni ai compagni di Nazionale Mancini, Cristante e Pisilli, lo ha voluto confermare direttamente a Gasp (presente al matrimonio del giocatore la scorsa estate) nei loro non sporadici contatti.
E Scamacca, del resto, accetterebbe di buon grado quel ruolo di vice-Malen cui sarebbe comunque destinato. Ma con tre competizioni davanti e con le continue rotazioni di Gasp in attacco ci sarebbe comunque spazio per lui. Ecco perché la Roma, con la sua Champions in dote, è un richiamo irresistibile per chi vorrebbe riprendersi le origini, tornare grande e indossare la maglia del centenario del club per cui ha sempre fatto il tifo e in cui ha giocato per tre anni di giovanili (prima della partenza per Eindhoven e delle esperienze con Sassuolo, Ascoli, Genoa e West Ham). Tutte le strade di Gianluca portavano e riportano in città. E lui è già qui, scalpitante, in attesa che quella porta di Trigoria si riapra all’improvviso.
FONTE: La Gazzetta dello Sport – A. D’Urso











