La pazienza è finita e ora tutti nella Roma sono sotto processo. La cinquina subita a San Siro ha allontanato i giallorossi dalla zona Champions e conclamato una crisi enorme nata dopo il pari con la Juve di un mese fa. Dopo 11 sconfitte, l’eliminazione dalle coppe e il quarto posto che ormai sembra una chimera, nella capitale è scattata una contestazione nata su social e radio e che proseguirà anche venerdì all’Olimpico contro il Pisa. Una Pasquetta amara per i tifosi romanisti che non risparmiano nessuno: dalla società al tecnico passando per i senatori della squadra. I Friedkin osservano preoccupati e hanno intenzione ora di smantellare il gruppo storico di una Roma che in 8 anni non è mai andata in Champions. Di visione opposta Gasp che per la prossima stagione chiede invece rafforzamenti mirati puntando il dito soprattutto sulle scelte di mercato di Massara. Una sorta di Trono di Spade all’amatriciana infinito che da anni conosce sempre lo stesso finale. La crisi ha diversi responsabili e tre punti principali. Il primo riguarda proprio gli investimenti sballati.
Tra estate e gennaio la Roma ha speso cento milioni, esattamente 96,5, che diventeranno 121,5 con il riscatto di Malen. Ma oltre all’olandese solo Wesley ha rispettato le aspettative. Poi c’è la questione infortuni e le diatribe con lo staff medico. Sono 150 le partite saltate complessivamente dalla rosa, a cui si aggiungono ora quelle di Mancini al quale è stata diagnosticata una lesione al polpaccio. Segno che la preparazione estiva a Trigoria non ha funzionato. Poi c’è l’involuzione del gioco e il crollo della difesa. Gasp non è riuscito a dare un’impronta dominante come all’Atalanta, non ha fatto emergere giovani e ha creato minime plusvalenze. E ora mancano anche le certezze del reparto arretrato: già 16 i gol subiti nel ritorno, furono 12 in tutto il girone d’andata. Mazzate incredibili sul progetto dei Friedkin che ha goduto fino a pochi giorni fa dell’appoggio della piazza. Ora però le cose sono cambiate e si chiede maggiore chiarezza sul futuro. Anche al totem Ranieri rimasto di nuovo in silenzio dopo la figuraccia contro l’Inter.
FONTE: Leggo – F. Balzani











