Alla Roma sarebbe piaciuto molto. Tantissimo. Un affare facile, senza affanni. Ma Soulé non vuole andare a giocare in Arabia. Troppo presto, troppe le partite ancora da giocare prima di accettare l’offerta di un campionato ricco — (…) — ma ritenuto poco competitivo dall’argentino. A nulla è valsa l’offerta da 10 milioni di euro stagionali dell’Al-Ahli. Che ai giallorossi ne avrebbe versati 30 più bonus, fino a raggiungere quota 35. Nulla da fare. Discorso diverso per quanto riguarda l’interesse dello Stoccarda. L’opzione non è certo in cima alla lista delle preferenze di Soulé, ma viene comunque considerata valida tanto dal giocatore che dal suo agente. La palla, allora, passa ai club. Quello tedesco offre 30 milioni. La Roma ne vorrebbe qualcuno in più. Il sogno è raggiungere il tetto dei 40 milioni che permetterebbe ai Friedkin, padre e figlio, manovre più serene alla voce plusvalenze.
Un dossier in cui il nome più caldo resta sempre quello di Manu Koné, per il dolore dei tifosi che si sono abituati alle esultanze social del francese con ipertrofici lupi disegnati dall’intelligenza artificiale. In ogni caso, il 30 giugno si avvicina e le operazioni in uscita sono ferme. Tutto bloccato sul fronte cessioni. L’unica novità è quella del giovane Romano, preso dal Cagliari in prestito con obbligo di riscatto fissato a 6 milioni di euro. Capitolo Svilar. Per Gasp il portiere è incedibile. Anche per il nuovo ds Tony D’Amico. L’unico approccio (…) è stato quello della Juventus, che ha sondato il giocatore ipotizzando un’offerta da 35 milioni di euro. La risposta? Negativa. La Roma non si metterà nemmeno a sedere al tavolo delle trattative se dall’altra parte non troverà un club pronto a ragionare su una base di 60 milioni di euro. Ogni discorso con i bianconeri è quindi morto sul nascere. (…).
Lo stesso discorso vale per gli altri incedibili: si tratta di Wesley, tornato a Roma dopo l’infortunio che lo ha privato del Mondiale, e Malen, che invece sta giocando da titolare (da esterno e non da prima punta gasperiniana) la competizione con la sua Olanda. E Soulé? Cedibile. Ma solo alle sue condizioni. Lui è uno di quelli che il Mondiale avrebbe voluto giocarlo. E che invece, complice la pubalgia che ha dimezzato la sua stagione, è rimasto a guardare la nazionale argentina a casa. Un brutto colpo, da non ripetere. Per questo l’Arabia non attrae l’esterno offensivo. Laggiù si rischia di sparire dai radar. Specie da quelli del commissario tecnico della nazionale albiceleste, Lionel Scaloni. Poi, certo, ci sono i soldi. Che sono tanti, ma non sono tutti. La Roma spera che l’Al-Ahli insista e rilanci con il giocatore. (…).
FONTE: La Repubblica – M. Juric











