La sfuriata arriva quando meno te l’aspetti. Perché un passo falso può capitare. Ma se il discorso scivola sul mercato e sugli obiettivi, Gasperini cambia faccia e umore. Così quando gli viene chiesto se questo ko può pregiudicare la corsa al quarto posto, il tecnico non lascia spazio ad incomprensioni: “Bisogna fare chiarezza sugli obiettivi, altrimenti si fa fatica e si fa confusione. C’è chi chiede di arrivare tra le prime quattro e chi vuole l’Under 23. Perché se poi si investono delle cifre così importanti su Vaz e Venturino, va bene. Stasera erano in campo e va benissimo, però, mettetevi d’accordo perché così non funziona. Dopo si è perennemente scontenti, anche di prestazioni come questa sera. Poi se la Roma non va in Champions League si cambia l’allenatore, traguardo fallito e fine delle trasmissioni. Io lavoro con quello che mi viene dato”.
Un affondo che sembra confermare come soltanto l’arrivo di Malen – e parzialmente quello di Zaragoza – lo abbia soddisfatto: “Non mi aspettavo che ci fossero così tante difficoltà a trovare dei giocatori in dei ruoli che cercavamo dalla scorsa estate. Per fortuna che è arrivato Malen. Poi sono stati presi ragazzi come Venturino e Vaz, ma questi rappresentano il futuro. Non possiamo pensare in questo momento che possano essere competitivi per traguardi così alti”.
Ad acuire il malumore, la punizione dalla quale nasce il gol dell’Udinese: “È mancata un po’ di precisione nelle giocate negli ultimi sedici metri. E un pizzico di fortuna nel finale. Anche il gol preso ha contribuito a dare la sensazione di una serata non fortunata. La punizione? Ormai si cercano queste situazioni dove l’attaccante appena sente il contatto, cade e vengono premiate. Tuttavia, questa squadra anche da partite di questo tipo trae insegnamenti, si mette alla prova e trova la forza per migliorarsi. L’Udinese non ha creato molto. Loro sono fisici e ci hanno impedito di venire fuori, è stata una partita molto bloccata. Si cercava la giocata tecnica migliore per vincere. Per questione di centimetri non è finita pari”.
FONTE: Il Messaggero – D. Aloisi











