L’Europa che conta ha evidenziato il limite. Ma la questione della Roma dai due volti, Dr. Jekyll e Mr. Hyde, non è un mistero metafisico. Ma, anzi, un fatto spiegabilissimo che non sorprende. Perché il confine tra un’opera d’arte incompiuta e un capolavoro definitivo risiede spesso nei dettagli: a livello europeo, con i ritmi di gioco delle big, ma anche in campionato contro l’Inter, quei dettagli si misurano spesso in termini di profondità dell’organico e opzioni tattiche. E quando calano le energie spese dai giallorossi per esprimere al meglio il calcio di Gian Piero Gasperini,strutturato su duelli a tutto campo, aggressione in avanti e ritmi asfissianti, ecco che allora può farsi evidente nei secondi tempi il gap con le big d’Europa e balzare agli occhi il numero risicato di alternative in organico. Specie quando l’infermeria non è mai vuota.
Già alla chiusura della sessione estiva il tema della mancanza di due elementi in più era emerso con chiarezza. Due pedine, cioè, un esterno alto a sinistra e un altro centrocampista, capaci di garantire rotazioni all’altezza e di offrire varianti strategiche nei momenti di massima pressione, senza le quali la panchina si accorcia e le scelte diventano quasi obbligate, impedendo alla squadra di addormentare i ritmi o di contrattaccare con freschezza quando le energie dei titolari vengono meno. In quest’ottica, la finestra di mercato di gennaio può rappresentare uno snodo cruciale per l’intera stagione. Come è stato per l’affare Malen, il ds Tony D’Amico proverà a rinforzare l’organico di Gasp almeno con un esterno alto d’attacco (preferibilmente in prestito) che possa accentuare il tasso di pericolosità dei giallorossi. Da Jamie Gittens del Chelsea a Endrick del Real Madrid, passando per Jamie Leweling dello Stoccarda e Giogi Kvernadze del Frosinone, la Roma non si tirerà indietro.
E proprio l’operazione-Malen spingerà il club a rintracciare l’uomo migliore per rispondere all’identità tattica della squadra che richiede un tributo fisico e mentale altissimo. E con questa forza fresca da ingaggiare, cui aggiungere magari un centrocampista rapido e tecnico, Gasp potrà disporre della spinta necessaria per trasformare i magnifici primi tempi della Roma in vittorie solide, costanti e definitive, evitando di incassare nella ripresa i gol che finora hanno complicato i piani (ben 8 gol su 10 subiti in campionato nella ripresa) e di subire rimonte. Giocatori di strappo,insomma, in grado di far salire la squadra e guadagnare metri nel gioco di rimessa quando le forze vengono a mancare. La Roma ha una rosa sicuramente più completa dello scorso anno, ma per competere su tutti i fronti sarà necessario un ulteriore sforzo. Ricambi che non facciano rimpiangere i titolari in quel processo di crescita che vede la Roma già perfettamente a proprio agio sui palcoscenici più importanti d’Europa. L’ultimo step è dietro l’angolo.
FONTE: La Gazzetta dello Sport











