Una poesia in movimento. Che si aggira sul terreno di gioco, che dispensa piacere per gli occhi, esitazione per ogni giocata e stupore per l’intelligenza in campo. Ma anche per la condizione fisica che lo accompagna (…). Una poesia che appartiene a pochi eletti, a quelli dotati di capacità sopraffina, a quelli in grado di far innamorare l’anima in un calcio in cui sembra che spesso la quantità faccia la differenza sulla qualità. Tante parole che si possono sintetizzare con il nome di Paulo Dybala.
Perché mai come quest’anno la Joya è stato così presente nel primo scorcio stagionale della Roma. Contando le prime sei partite ufficiali disputate dai giallorossi (…), la Joya ha giocato ogni gara per un totale di 497 minuti in campo. Dalla Fiorentina all’Inter, e in tre occasioni è rimasto in campo per tutta la durata del match. Senza dimenticare i tre assist per la tripletta di Malen all’esordio all’Olimpico (…).
Un inizio di stagione scintillante che ha allontanato i fantasmi del passato e ha spinto Gasperini a definirlo una «bestia». Appunto, un inizio mai come quest’anno. Infatti, analizzando le prime sei partite ufficiali delle passate stagioni della Roma (…), l’anno scorso Paulo ha giocato solo 106 minuti prima di fermarsi per infortunio. Nell’annata precedente, quella del 2024/25, sono 330 i minuti in campo. L’anno prima ancora, quindi nel 2023/24, l’argentino tra presenze e stop si ferma a 251 minuti (…). Meglio, invece, nella prima annata romanista con 482 minuti in campo. Un dato che evidenzia lo stato del giocatore che, senza Nazionale, lavora a Trigoria con Gasp (…).
Mentre i suoi connazionali (…) sono arrivati in Argentina: Balerdi, Soulé e Castro, convocati da Scaloni. Il difensore, tra la gioia del suo avvio con la Roma, ha parlato dell’ultima gara di Messi con la Nazionale il 6 ottobre contro il Benin: «Volevo essere qui anche per questo. È il massimo esempio». Per l’addio anche Dybala e Molina sono invitati sugli spalti del Monumental dalla Federazione e c’è attesa per la decisione finale sulla loro presenza.
FONTE: Il Romanista – C. Ciotti











