Come Batistuta, sì, ma non quello della Roma, che nelle prime due partite dell’anno dello Scudetto segnò tre gol e non cinque come Malen. Gabriel, la cinquina in due partite l’ha mollata quando indossava la maglia dell’amata Viola: nel 1997-98, tripletta all’esordio con l’Udinese e doppietta col Bari. Del Bati romano c’è l’atmosfera, quel principio di sogno, nulla di piĂą. Quell’ora si può. La cosa deriva dall’avere un centravanti vero, nemmeno Dzeko, un fenomeno ha avuto il suo impatto, e Gasp la sta cavalcando per primo. Il calcio che propone la Roma aiuta le sue doti da bomber d’area, da chi in area c’arriva da dietro, da chi sa attaccare la profonditĂ e dettare il passaggio/assist. Doti che fanno di lui un centravanti completo.
Cinque gol in due partite e potevano essere molti di piĂą. Con questo trend si apre la strada per ogni record possibile, ad esempio quello dei 36 gol in una stagione di Serie A realizzati da Gonzalo Higuain (con la maglia del Napoli, stagione 2015-16) e da Ciro Immobile (Lazio, 2019-20). Poi ci sono i record “interni”, nella Roma. Punta a laurearsi capocannoniere in un’edizione del massimo campionato italiano, come accadeva a Volk, Manfredini, per tre volte Pruzzo, poi Totti nel 2006-2007 Scarpa d’oro con le sue 26 reti ed Edin Dzeko, appunto, un fenomeno, con 29 gol nel 2016-17.
FONTE: Il MessaggeroÂ











