Quando l’estate 2025 è iniziata, pochi avrebbero scommesso su una stagione da protagonista di Mario Hermoso con la maglia della AS Roma. Reduce da mesi complicati, da un prestito poco convincente al Bayer Leverkusen e da una posizione tutt’altro che centrale nel progetto tecnico giallorosso, il difensore spagnolo sembrava destinato a lasciare Trigoria. Poi è arrivato Gian Piero Gasperini. E con lui è cambiato tutto.
La stagione 2025/2026 di Hermoso è stata una delle storie più sorprendenti dell’intero campionato italiano: da esubero a leader tattico, da difensore di rotazione a pedina fondamentale nella trasformazione della Roma. Una rinascita tecnica, mentale e caratteriale che ha riportato lo spagnolo ai livelli migliori della sua carriera.
Da possibile partente a uomo chiave L’estate romanista era stata piena di dubbi attorno al futuro di Hermoso. Diversi rumors lo indicavano tra i sacrificabili del nuovo corso giallorosso. Anche parte dell’ambiente vedeva il suo ciclo praticamente concluso dopo una prima annata poco brillante. Gasperini però ha intravisto nello spagnolo caratteristiche ideali per il proprio calcio:
- aggressività nell’uno contro uno,
- qualità nella costruzione,
- capacità di uscire in pressione,
- adattabilità tattica.
Il tecnico piemontese lo ha trasformato in una figura ibrida e moderna, utilizzandolo:
- come braccetto sinistro,
- centrale puro,
- difensore centrale di destra,
- perfino terzino in alcune fasi di gioco.
La vera sorpresa è stata la naturalezza con cui Hermoso ha assimilato questi cambiamenti. In un sistema estremamente esigente come quello di Gasperini, dove i difensori devono partecipare attivamente sia alla costruzione sia all’aggressione offensiva, lo spagnolo è diventato rapidamente affidabile.
I numeri della stagione
Sul piano statistico, la stagione 2025/2026 è stata la migliore della sua esperienza italiana. Secondo i dati Opta:
- 27 presenze in Serie A,
- 2.096 minuti giocati in campionato (in Europa League 467′ e in Coppa Italia 45′)
- 3 gol,
- 2 assist,
- 25 partite da titolare.
Anche le statistiche fantacalcistiche raccontano un’annata molto positiva:
- media voto superiore al 6,
- rendimento costante,
- ottimo contributo offensivo per un difensore.
Hermoso non è stato soltanto solido dietro: è diventato una vera arma offensiva sui piazzati e negli inserimenti. La sua aggressività nell’attaccare l’area avversaria ha ricordato i migliori difensori “gasperiniani” dell’Atalanta.
Il capolavoro contro la Fiorentina La partita simbolo della sua stagione resta probabilmente il 4-0 contro la Fiorentina allo Stadio Olimpico. In quella gara Hermoso:
- ha segnato,
- ha fornito un assist,
- ha dominato fisicamente e tatticamente il match.
La prestazione contro i viola ha rappresentato il manifesto della sua trasformazione:
non più semplice difensore di contenimento, ma elemento totale dentro entrambe le fasi. Molti osservatori hanno parlato di “seconda giovinezza” sportiva.
L’importanza tattica nel sistema di Gasperini
La crescita di Hermoso non è stata casuale. È stata il risultato perfetto dell’incontro tra:
- le sue caratteristiche tecniche,
- e le richieste del nuovo allenatore.
Nel 3-4-2-1 romanista, lo spagnolo è diventato fondamentale soprattutto per:
- uscita palla al piede;
- marcature aggressive in avanti;
- copertura preventiva;
- costruzione bassa;
- gestione delle rotazioni difensive.
Secondo diverse analisi tattiche, Hermoso si è distinto:
- nei duelli difensivi,
- nel gioco aereo,
- nella capacità di leggere le situazioni senza andare fuori giri. La sua esperienza maturata con l’Atlético de Madrid di Diego Simeone è emersa soprattutto nei momenti di sofferenza della Roma.
Le difficoltà: infortuni e tensioni La stagione però non è stata perfetta. Hermoso ha convissuto con diversi problemi fisici:
- fastidi muscolari,
- problemi al polpaccio,
- ricadute fisiche che lo hanno frenato soprattutto nel 2026.
Inoltre, non sono mancati episodi nervosi, come la polemica nella gara contro il Cagliari Calcio, dove il difensore spagnolo è finito al centro di tensioni molto accese in campo. Questi aspetti continuano a rappresentare il lato più controverso del suo profilo: Hermoso resta un difensore emotivo, spesso al limite, ma proprio questa intensità è diventata anche uno dei simboli della Roma di Gasperini. L’infortunio che lo ha tenuto per cinque partite fuori dal campo è stato nel momento topico della stagione giallorossa: dalla 24ª alla 28ª con la sconfitta proprio a Cagliari per 2-0, il 2-2 a Napoli, la vittoria con la Cremonese per 3-0, e le ultime due partite della serie con il pareggio contro la Juventus per 3-3 e la sconfitta col Genia con l’ex De Rossi per 2-1.
La percezione dei tifosi: da scetticismo a fiducia Uno degli aspetti più interessanti della sua stagione riguarda il rapporto con i tifosi. A inizio anno molti romanisti consideravano Hermoso una riserva sacrificabile. Col passare dei mesi, invece, il centrale spagnolo è diventato sempre più apprezzato per:
- spirito combattivo,
- duttilità,
- personalità,
- affidabilità nei big match.
Anche online, nelle community romaniste, il giudizio è cambiato radicalmente: da possibile cessione a giocatore importante nelle rotazioni europee.
Una stagione che può cambiare il suo futuro La vera vittoria di Hermoso non sono soltanto i numeri, ma il fatto di essersi ripreso una centralità tecnica che sembrava perduta. Secondo varie indiscrezioni, la Roma starebbe valutando di puntare ancora su di lui come uomo d’esperienza per il nuovo progetto europeo. Dopo mesi in cui sembrava fuori dal progetto, Hermoso è diventato:
- leader silenzioso,
- giocatore affidabile,
- simbolo della resilienza della Roma 2025/2026.
E forse proprio qui sta il senso della sua stagione: non una semplice annata positiva, ma una vera resurrezione calcistica. Da separato in casa a “gladiatore” dell’Olimpico.
FONTE: Redazione Tuttoasroma – Roberto Molinari











