
Sarà lui il vertice della dinastia romana che in campo verrà rappresentata in primis da De Rossi, fascia al braccio in esclusiva da quest’anno. «Capitan Presente» si sta godendo le vacanze in Giappone con la moglie Sarah, poi scatterà l’ora della 17 esima stagione in giallorosso (557 le presenze ufficiali finora). «Dopo Totti non potevo andar via», ha ammesso il numero 16 dopo la firma sul rinnovo biennale. Di Francesco l’ha chiamato subito, appena saputo di essere stato scelto per la panchina, perché è lui il simbolo della squadra adesso, il leader su cui si poggerà. Tanto diverso dalla leggenda con cui ha condiviso il cammino fino a Roma-Genoa, alla battuta pronta preferisce una sincerità a volte spiazzante, ma in comune hanno una cosa fondamentale: sono tifosi prima che giocatori. Romano e romanista lo è anche Florenzi, che non ha avuto un’annata facile e non si è potuto nemmeno godere l’ultimo Totti in campo. Perché ad ottobre il crociato gli ha rovinato la stagione e a febbraio il secondo crack l’ha costretto a ricominciare da capo. Da Pinzolo lavorerà per farsi trovare pronto a settembre, con la curiosità di capire dove lo farà giocare Di Francesco nel suo 4-3-3. La carta d’identità gli permette di aspettare la fascia che De Rossi gli donerà, ma «non mi precludo nulla per il futuro, sarebbe bello sia fare come Francesco e Daniele sia vedere altri posti», ha detto recentemente, aggiungendo una scommessa: «Forse un giorno sarà Cristian Totti a dedicare la carriera alla Roma». Aspettando che l’attaccante classe 2005 cresca, c’è un altro giovane romano pronto ad unirsi al team giallorosso: Pellegrini. L’accordo economico ancora non c’è, ma la prossima settimana sarà quella decisiva: nell’agenda di Monchi è fissato un incontro con l’agente per limare i dettagli del contratto. Il suo sì allargherà ufficialmente la dinastia romana.










