
LA SITUAZIONE – Un’apertura a parole, che a Trigoria però al momento non vedono tradotta nella pratica. Quindi? Non c’è stata alcuna proposta rifiutata da parte della Roma, è bene chiarirlo. Semplicemente perché non siamo (ancora) al momento della trattativa. Ma in ogni caso, la valutazione che la Roma dà del cartellino dell’attaccante è inferiore ai 18 milioni circolati nelle ultime ore: 15, forse 16, qui arriva la Roma, compreso l’eventuale inserimento di un giovane nell’affare (Marchizza? Tumminello?) strutturato su un prestito con obbligo di riscatto nel 2018. Anche ieri il club emiliano ha però negato al d.s. Massara la possibilità di un colloquio, l’eventualità di trovare un punto d’incontro. Ma otto giorni di mercato davanti sono un’eternità e l’impressione è che la Roma voglia e possa aspettare fino alla fine della sessione. Perché se da un lato Spalletti ha sottolineato con rammarico il fatto di non aver potuto usufruire del rinforzo a inizio mese, dall’altro lo stesso allenatore ha speso parole d’elogio per l’organico a disposizione, a maggior ragione vedendo diminuire davanti a sé i giorni che mancano dai rientri di Salah e Florenzi. Ergo: la Roma potrebbe anche decidere di non acquistare nessuno in caso di naufragio della trattativa Defrel. Naufragio che ad oggi è ipotizzabile solo se le due squadre dovessero scontrarsi su Lorenzo Pellegrini, centrocampista del Sassuolo sul quale la Roma vanta un diritto di riacquisto a 10 milioni. A Trigoria non vogliono far entrare il suo nome nella trattativa Defrel, Squinzi preferirebbe invece cancellare il diritto giallorosso per giugno. Sensazioni? Pellegrini in ogni caso sarà uomo mercato in estate. La partita di Defrel, invece, è adesso.









