
Lo dicono pure i numeri: con DiFra appena 3 rimonte in 20 partite. «Devo migliorare quest’aspetto. Il fatto di avere alti e bassi mi tormenta, proprio come il fatto di uscire troppo spesso dalla partita nei momenti di difficoltà». Un problema di mentalità: «Abbiamo una squadra che va bastonata o tutelata a seconda dei momenti. Non è che all’improvviso, se si perde, i nostri giovani sono diventati meteore o tutti scarsi. La carta d’identità conta poco. Ma gli atteggiamenti contano e la gente vuole vedere quelli». Già, ancora gli atteggiamenti. «Dopo dieci giorni in nazionale Zaniolo, Kluivert e Luca Pellegrini preparano la partita in due giorni. Ma alle gare ci si avvicina dalla settimana prima. Ci possono stare dei passaggi a vuoto. Ma alla Roma non ci possiamo permettere tanto di sbagliare. Io do una possibilità a tutti, ma chi non regge alla lunga è out, non gioca più. A uno come Fazio, ad esempio, posso dire tante cose, ma niente a livello mentale e come preparazione e atteggiamento. I giovani devono prendere esempio da quelli come lui».
L’argentino al suo fianco aggiunge: «In Argentina si dice non bisogna dare lezioni, ma esempi». Tra tante polemiche Eusebio trova spazio pure per parlare del Cska: «Abbiamo la fortuna di avere subito una partita importante. I russi hanno tanto talento». Infine un avviso ai naviganti: «I migliori allenatori sono quelli che non allenano e giudicano il lavoro degli altri…». Recuperati i leader Kolarov e De Rossi, i ballottaggi riguardano gli esterni d’attacco: Under o Florenzi sulla destra e El Shaarawy o Kluivert a sinistra.










