
In questo senso l’ultimo esempio c’è stato a Empoli sabato scorso. Quando tra formazione iniziale e cambi, Eusebio Di Francesco ha mandato in campo quattro ragazzi de’ Roma, tutti cresciuti a Trigoria. Generazioni diverse, da De Rossi a Florenzi, da Lorenzo Pellegrini a Luca Pellegrini, il più giovane di tutti avendo appena diciannove anni. Tutti figli di Roma: il Capitano di Ostia, il vice Capitano di Vitinia, i due Pellegrini entrambi di Cinecittà, in pratica tutti di Roma Sud visto che ora c’è questa contrapposizione, peraltro a volte simpatica, con Roma Nord. In tre hanno fatto parte della formazione iniziale, Florenzi è subentrato dalla panchina, ma solo perché il tecnico ha ritenuto opportuno dargli un mezzo turno di riposo in considerazione delle tante e dispendiose partite giocate in precedenza. Erano anni che non si vedevano quattro romani (e romanisti) nella formazione di una partita e questo proprio due campionati dopo il ritiro del numero dieci. E infatti a inizio stagione, non è stato un problema occupare tutte e quattro le caselle per la rosa previste dal regolamento per quel che riguarda i ragazzi cresciuti nel settore giovanile. Una conferma, questa dei romani e romanisti, che da decenni in Italia è una caratteristica unica della Roma in Italia e non solo. C’è un filo rosso che dai tempi di Agostino Di Bartolomei (ma pure prima) ha consentito alla Roma di avere Capitani romani, cresciuti nel settore giovanile, romanisti: Agostino, Giannini, Totti, De Rossi, domani Florenzi, dopodomani Lorenzo Pellegrini, dopodopodomani Luca Pellegrini. E in prospettiva c’è pure il baby Alessio Riccardi, classe 2001, talento della Primavera, pronto a rinverdire questo filo giallorosso, pure lui romano de’ Roma. (…)
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