
Curioso semmai che prima e seconda del campionato si sfidino per un mediano muscolare e dal rendimento affidabilissimo, ma che in Italia non ha aggiunto ricordi indelebili a quelli degli altri venezuelani, dal torinista Josef Martinez a Peñaranda dell’Udinese, passando per i semisconosciuti Mea Vitali (Lazio, senza mai giocare) e Signorelli (Empoli, Ternana e Spezia), oltre all’oriundo al contrario Margiotta. Che si tratti o no di “scippo” ai rivali, il nome di Rincon arricchirà lo storico dei duelli di mercato tra Roma e Juve. Che continuano a ripetersi ogni 10 anni: nel 1994 Luciano Moggi “tradì” Franco Sensi, dirottando alla Juve Paulo Sousa, che da dg giallorosso aveva comprato per la Roma, e Ferrara. Dieci anni più tardi, la “guerra” fu per Emerson, combattuta a colpi di certificati medici per attestare una depressione che gli impedisse di presentarsi in ritiro a Trigoria e costringesse di fatto la società giallorossa a cederlo alla Juve. Juve che però nel 2014 è uscita sconfitta dalla corsa a un altro centrocampista: Nainggolan, l’ultimo vero duello tra le grandi nemiche. Sabatini superò Marotta proprio dopo uno Juventus-Roma allo Stadium, volando di notte da Cellino per chiudere in un hotel di Cagliari l’affare che i sardi avevano già avviato con i bianconeri.
Tutti nomi che evocano suggestioni diverse rispetto a el general Rincon, di cui un anno fa si parlava soltanto o quasi per quella firma su un documento con cui, insieme a altri 14 compagni di nazionale, sfiduciava i vertici della federcalcio venezuelana spiegando di «non poter continuare a lavorare in un ambiente danneggiato da questi dirigenti». Dodici mesi dopo ha invece convinto Allegri a puntare su di lui: è stato il tecnico livornese a spingere per il suo acquisto, attratto dalle sue qualità — dinamismo, forza fisica — che mancano in un centrocampo bianconero colmo di qualità ma svuotato dalle partenze di Vidal e Pogba di quell’intensità agonistica che invece porterà in dote Rincon. L’importante è non chiedergli i gol: «Ne avevo fatto uno nella serie A venezuelana e quattro in B nel Maracaibo, poi basta», diceva dopo il primo segnato con il Genoa, con cui è arrivato a tre in due anni e mezzo. Preziosi colmerà la partenza del venezuelano facendo fare il viaggio opposto al brasiliano Hernanes, ma soltanto se oggi Juric darà il via libera al suo ingaggio (l’alternativa per lui è il Valencia di Prandelli). Intanto s’è preso il giovane Morosini, 21 anni, del Brescia. Magari, un giorno, Roma e Juve si sfideranno pure per lui.










