
LA TRADIZIONE – I Fedayn nascono come gruppo di sinistra con base al Quadraro, e qualche incontro a San Lorenzo, altra zona popolare, rispetto agli anni d’oro, hanno perso di appeal, il motore politico si è un po’ inceppato, ma lo zoccolo duro è rimasto. In minoranza numerica occupano la balconata in alto a sinistra, dove espongono i loro striscioni, immancabile quello in memoria di Roberto Rulli, leader e fondatore. Tifano e soffrono il dominio dei Roma (in cui sono confluiti molti degli ex padroni di casa vicini a Casapound) che invece macina consensi, vola sui social, si trova nella parte bassa della Curva e cerca di aggregare il resto della galassia giallorossa, divisa in una miriade di sigle, da Giovinezza a Romanismo, ai Boys. «C’è chi parla e giudica da dietro una tastiera e chi fa i fatti in terra straniera. Onore ai leoni di Anfield!», cita un post Facebook apparso sulla pagina Roma Curva Sud seguita da 35mila persone. Non è un profilo ufficiale, ma basta a scatenare qualche cane sciolto. Ci sono nuovi equilibri nella Sud che vanno definendosi di stagione in stagione e che la differenziano dalla Nord laziale: qui, al contrario, l’organizzazione è rigida e tutto passa per gli Irriducibili.
PROVE DI FORZA – Troppo pochi all’Olimpico, i Fedayn acquistano forza in trasferta quando le distanze dei numeri si accorciano, tanto che in passato non sono mancate frizioni e regolamenti di conti extra-curva per la contesa del territorio-stadio. Vecchi dissidi che sembrano sopiti, la cui cenere però brucia sempre. E gli scontri di Liverpool potrebbero fare acquistare punti, nella logica ultrà, al gruppo del Quadraro, rialzando la posta. Intanto, i fatti di cronaca raccontano che è dei Fedayn la firma sull’agguato di ottobre ai tifosi inglesi del Chelsea al pub Shamrock al Colosseo: una trentina di ultrà incappucciati fecero irruzione nel locale, volarono schiaffi e bastonate, in due vennero fermati dalla polizia. Se a Roma prima di entrare all’Olimpico si limitano a esporre il loro striscione a piazza Mancini, i Fedayn all’estero sembrano acquisire una certa disinvoltura: informative arrivate alla polizia italiana segnalano tafferugli in cui sono stati coinvolti a Lione, Londra e Madrid.
STRISCIONE CHOC – Ieri la famiglia di Ciro Esposito, il supporter partenopeo ferito a morte nel 2014 a Roma prima del match di Coppa tra Napoli e Fiorentina, ha lanciato un appello per dire «stop alla violenza» condannando lo striscione di solidarietà all’ex ultrà romanista ed estremista di destra Daniele De Santis condannato per l’omicidio di Ciro, comparso sulle balaustre dell’Anfield. Anche sulla pezza «DDS con noi» sta indagando la Digos; era già apparsa domenica a Ferrara e stavolta i Fedayn non c’entrano, chi li ha esposti sarebbe già stato identificato.










