
Stavolta il belga non ha potuto evitare che gli avversari di sempre festeggiassero in casa sua, ma è stato uno smacco sopportabile più di quanto lo sarebbe stato il successo del Napoli: «Ce l’ho con la Juve, ma spero vinca lo scudetto. Mi roderebbe se esultasse un’altra squadra dopo 5 anni che arrivo secondo», confidava nell’intervista esclusiva a Il Tempo un mese e mezzo fa. Non ce l’ha fatta, però, a far finta di niente e ha finito col chiudere in anticipo la stagione per eccesso di irruenza: 5 i falli commessi, tanti quanti ne hanno fatti tutti i suoi compagni messi insieme. Ha pagato con l’espulsione e a Sassuolo non ci sarà, ma Di Francesco non gli abbonerà vacanze extra. Nainggolan è chiamato come tutti gli altri a presentarsi domani alla ripresa degli allenamenti, con un Karsdorp in più in gruppo. Due i giorni liberi concessi dal tecnico, che nella sfida dei ricordi ha bisogno di un punto per la matematica certezza del 3° posto.
Al triplice fischio dovrà salutare i giallorossi che parteciperanno al Mondiale: Alisson è nei 23 del Brasile, Fazio e Perotti sono tra i pre-convocati dell’Argentina (l’attaccante spera di superare la scrematura), Radja conoscerà le scelte di Martinez il 21 maggio alle 12. L’attesa è tanta, a 30 anni per il centrocampista sarebbe l’ultima occasione per realizzare un sogno, ma non viene dalla sua miglior stagione in A e il rischio di vivere un’altra delusione dopo l’Europeo mancato c’è. Il futuro a breve termine è in bilico così come quello in giallorosso: Nainggolan non è un incedibile, a gennaio c’è stato «qualcosina» con i cinesi che potrebbero tornare alla carica in estate e, pure se il giocatore continua a dare priorità allo stile di vita, non è immune dal fattore economico: «Sarei bugiardo se dicessi che non mi interessano i soldi».
Pellegrini ha le idee chiare: «Avere una clausola non significa per forza cambiar maglia ogni anno. Sono tranquillo». Ed è pronto a dire sì a Veronica: niente Mondiale, ma una dolce luna di miele per lui.










