
COSTRUIRE MARINO 2 – Palozzi e Parnasi discutono di un affare succulento: la costruzione dell’Ecovillage, detto anche Marino 2. In sintesi, la costruzione di appartamenti per 12mila nuovi abitanti più un centro commerciale, nella zona del Divino Amore, proprio tra Roma e Marino. Il progetto, più volte contestato anche in sede giudiziaria dai movimenti ambientalisti locali, è fermo perché la Regione, a ridosso delle elezioni, ha bloccato la valutazione di impatto ambientale. Ma Parnasi vuole assolutamente ripartire. Palozzi, ex sindaco che punta a diventare l’assessore regionale all’Urbanistica, si dice pronto a «fare quello che ci è utile, Lù». Il costruttore gli accenna di aver avviato buoni rapporti con i Cinque stelle grazie allo Stadio, ma sul comune dei Castelli ha bisogno di aiuto: «Volevo farti una domanda, tu che conosci il mondo Cinque stelle locale…», Palozzi, serafico: «Guarda ma il Sindaco secondo me non c’ha nessun problema, io lo conosco bene caro ogni tanto ci vediamo, lui è un uomo di centro destra, sportivo pure nei ragionamenti… però c’hai una buona parte della sua coalizione che se parte sta cosa lo mandano a casa…». Parnasi però non demorde: «Sì anche se hanno già preso una bastonata al Tar su un altro affare, la cosa deve andare in buca ma dobbiamo lavorarci a un certo livello». Per il sostegno, Palozzi avrebbe ricevuto una consulenza da 25mila euro, alla società Pixie.
IL RUOLO DI DEA CAPITAL – Del resto, gli atti raccontano pure che Parnasi rischia di perdere parecchi soldi nell’affare Ecovillage: Dea Capital per acquistare le quote dello Stadio della Roma, vuole che Eurnova riprenda quelle che la finanziaria della galassia De Agostini ha accettato di comprare proprio nell’affare Ecovillage. Visti i tanti stop, il valore del progetto è precipitato e dunque Parnasi, ben sapendo che l’affare è in perdita, ha già in testa di coinvolgere altri «amici»: Cassa Forense e Consap, la compagnia assicurativa dello Stato. È per questo accordo di compravendita che fa ottenere al consulente plenipotenziario del Comune di Roma, Luca Lanzalone, la promessa di 120mila euro per un incarico da Dea Capital che, però, l’avvocato non aveva ancora incassato quando sono scattati gli arresti domiciliari.










