
QUESTO O NIENTE È già un passo avanti. Ma di tutto il resto, torri, viadotti, strade, parchi, Berdini non vuole sentir parlare. «Sono contrario all’aumento di volumetrie spaventoso dato dalla giunta Marino in cambio di opere pubbliche». «Opere pubbliche – ha specificato – come il ponte dalla Roma-Fiumicino a poca distanza dal ponte dei Congressi che sarà costruito; oppure il prolungamento della metro, che metterebbe in crisi il funzionamento della linea B. Dal 5 novembre – conclude –, ci sarà tutto il tempo per aprire una discussione se è giusto accettare delle inutili opere pubbliche o è meglio cancellarle e costruire solo lo stadio. Il piano regolatore permette una cubatura aggiuntiva che è già di per sé imponente. Io su quella cifra non muoverò una virgola, sono il tutore del rispetto delle regole. Se la Roma accetterà queste regole, ben vengano investimenti privati». Niente torri, niente infrastrutture (sono inutili), nessuna pubblica utilità. Solo lo stadio. Come ci arriveremo, si vedrà. Chi lo pagherà, non è un problema di Berdini.










