
La media è di un centro ogni 3,6. Capifila di questa singolare attitudine sono Kolarov da un lato e Mancini dall’altro. Cinque gol a testa per il 33enne serbo e il 22enne italiano, finito da tempo nel mirino di Monchi. Undici anni di differenza ma la stessa confidenza con la porta avversaria. Se Aleksandar si può giovare di essere il tiratore principe di Di Francesco, sia per quanto riguarda le punizioni che i rigori, il difensore atalantino è diventato uno specialista delle palle da fermo.
DESTRO E SINISTRO – I gol di Kolarov sono tutti con il sinistro. Più variegato il campionario di Mancini: 2 di testa, altrettanti di destro e uno di sinistro. Implacabili cecchini quando prendono lo specchio della porta: 5 gol su 10 per il serbo (sui 22 tiri totali), addirittura 5 su 8 per il difensore di Gasperini (sui 21 tentativi complessivi). Dopo di loro ci sono Fazio e Hateboer (3 centri), Florenzi (2) e poi Juan Jesus, Manolas, Palomino, Djmsiti, Castagne e Gosens. Frutto certamente di una fisicità che contraddistingue le due squadre, tra le più alte della serie A, ma anche di schemi che permettono a turno ad ogni calciatore di trovarsi libero e concludere verso la porta avversaria.
L’inversione di tendenza è soprattutto a Trigoria. Un cambio di rotta studiato sul mercato dovuto a quanto accaduto nella passata stagione quando la Roma, seconda squadra per calci d’angolo conquistati (262) e leader nei cross (248), segnò appena 9 volte (di cui 5 targate Dzeko) scivolando nella graduatoria dei gol da palla inattiva all’ottavo posto, insieme a Milan e Torino. Oggi la squadra di Di Francesco è prima a quota 14. Seconda? Nemmeno a dirlo: l’Atalanta con 10.










