
La convinzione è questa a che a Trigoria, dove inizia a farsi strada l’idea che la politica dei cambi vorticosi abbia finito per spogliare di un’anima il gruppo. A veder partire i migliori ogni anno tanti hanno finito per perdere gli stimoli: 2 sconfitte di fila maturate senza fiatare, con un unico slancio di nervosismo, l’arcinota litigata a Ferrara nell’intervallo. Chi c’è oggi si sente di passaggio, sa che se qualcosa non funzionerà potrà chiudere la valigia e ricominciare altrove senza incontrare ostacoli da parte della società e non è disposto a fare nemmeno un passo nella direzione del compagno: anni fa, era il il 2015, l’ex ds Sabatini disse che mancava «il mutuo soccorso tra i giocatori». Ieri Ranieri ha usato parole fin troppo simili: «Quando le cose vanno male i calciatori devono sapersi aiutare l’un l’altro». Passa il tempo ma i guai restano gli stessi.
La tentazione per il futuro è di azzerare gli errori del mai rimpianto ds Monchi e ricostruire. Una squadra di giovani e italiani, da affidare a Gattuso o Sarri: è vicino Tonali del Brescia, piace Belotti, piace tantissimo Barella che potrebbe sostituire Pellegrini (a molti fa gola la clausola da 30 milioni). Uomo cardine sarà Zaniolo: domani il primo incontro per il rinnovo.










