
Se non adesso, quando? «Qualcosa verrà fatto. Gente come Vermaelen, Jesus e Paredes per me non si possono chiamare riserve. Ci vuole fantasia per definirli così. E il discorso vale anche Perotti, El Shaarawy e Mario Rui, che finora ha avuto poco spazio ma si è sempre dimostrato affidabile. Totti? Si è sempre allenato ed è in condizione di poter esibire il suo repertorio. Non gli verrano richieste rincorse di 100 metri a ritroso, ma dovrà fare i posizionamenti per essere ordinati in fase difensiva. Le indicazioni le ho date». La richiesta dell’allenatore è comunque «massima attenzione». E, per chiederla alla sua squadra, tira fuori un paragone della Champions League 2003-2004: «Il nostro pensiero è rivivere serate importanti. Vogliamo far felici i tifosi, vincendo più partite possibili. Non dobbiamo gestire la partita, andiamo per vincere. Dobbiamo mostrarlo fin dalla prima azione, andando a pressare alto come all’andata. Se non lo facciamo, rimango deluso. Mi ricordo il Deportivo rimontare contro il Milan (4-1 all’andata, 0-4 al ritorno; ndr), non esistono partite già vinte». Spalletti, rispondendo alla domanda di un giornalista arabo, ha anticipato anche che Dzeko e Salah partiranno dalla panchina: «Gli attaccanti sono agevolati dal giocare in una squadra forte, perché trovano equilibrio alle loro spalle e ricevono palloni più costruiti e meno buttati. Dzeko e Salah stanno bene insieme: uno è fisico e forte con la palla addosso, l’altro è velocissimo e bravo con la palla in corsa. In più hanno doti individuali che aiutano tutta la squadra. Sono attaccanti di livello internazionale. Stasera, però, non giocano. E, a seconda di quello che faranno gli altri, magari non giocano neanche la prossima». E questa è una delle bugie necessarie che a volte gli allenatori devono dire.










