Esattamente 365 giorni fa, il 6 giugno 2025, la Roma era «lieta di annunciare che Gian Piero Gasperini è il nuovo Responsabile Tecnico della Prima Squadra». Oggi, 6 giugno 2026, la Roma è qualificata alla prossima Champions League, e buona parte dei meriti vanno proprio a Gian Piero Gasperini. Che già dal marzo 2025 era entrato nell’orbita giallorossa, salvo poi venire ufficializzato esattamente un anno fa. Assieme a lui, nelle foto di rito al momento della firma, l’allora ds Florent Ghisolfi e Claudio Ranieri, appena passato dalla panchina alla scrivania, in qualità di Senior advisor dei Friedkin. Loro due non ci sono più, e anche al successore di Ghisolfi, Massara, è stato dato il benservito. Con Sir Claudio è arrivata la rottura a inizio aprile, quando il dirigente romano si è sfogato in televisione: i Freidkin a quel punto sono stati costretti a scegliere e (…) hanno dato fiducia al tecnico e sollevato dall’incarico Ranieri.
Gasp al centro, dunque. E al timone di una Roma che alla fine ha condotto al terzo posto, pur tra tutte le difficoltà affrontate nel corso della stagione appena conclusasi. Del resto, il tecnico di Grugliasco è riuscito a far cambiare idea più o meno a tutti: un anno fa, erano in tanti a storcere il naso per il suo arrivo; la grande rivalità, resa ancor più accesa da qualche schermaglia verbale, è diventata un lontano ricordo. E chi temeva di vedere un Gasperini poco efficace lontano dalla “sua” Bergamo si è dovuto ricredere. Con qualche rinforzo, ma anche con dei giocatori in meno (…), il tecnico piemontese è riuscito nell’impresa che non era riuscita a Mourinho, De Rossi e Ranieri. Alzi la mano chi avrebbe pensato possibile – non più di un anno e mezzo fa – vedere un Gasperini euforico esibirsi in un balletto sotto la Curva Sud. È quello che è successo al termine del derby, penultima fatica stagionale, vittoria che ha permesso di scavalcare la Juventus e di entrare in zona Champions. Dopo che buona parte della tifoseria si è apertamente schierata con lui nella querelle con Ranieri, Gian Piero è riuscito a compattare la squadra attorno a sé, focalizzando tutto il gruppo su un solo obiettivo, poi centrato: tornare tra le grandi d’Europa.
Dopo aver confessato lo scarso feeling professionale con Massara, il tecnico ora torna a lavorare con Tony D’Amico, andando a ricreare così il fruttuoso sodalizio visto all’Atalanta tra il 2022 e il 2025. Un sodalizio che, tra le altre cose, ha portato in bacheca l’Europa League. La scelta della famiglia Friedkin di puntare sull’ex ds della Dea segue il solco già tracciato nei mesi scorsi: piena fiducia (…) al tecnico. Che ora si gode un po’ di vacanza, ma senza staccare mai del tutto l’attenzione dal lavoro che lo aspetta. C’è tanto da fare, se si vuole alzare l’asticella: Gasp lo sa, e lo ha detto a chiare lettere subito dopo la vittoria di Verona. «Questo deve essere un punto di partenza, non di arrivo». Dopo aver tirato fuori la squadra dalla «comfort zone del sesto posto» (…), ora l’ambizione è quella di essere ancora più competitivi, in Italia come in Europa. Un’impresa non facile. Ma un anno fa, di questi tempi, era un miraggio anche la Champions.
FONTE: Il Romanista – L. Latini











