Tre sorrisi, uno per ogni gol. Poi il gelo sul volto di Gasp dopo il gol di Gatti all’ultimo tiro della partita. Che stampa Roma-Juventus sul 3-3 e spegne l’entusiasmo giallorosso. Roma in vantaggio di due gol, poi raggiunta dai bianconeri, prima con Boga, poi con il gol in mischia del centrale difensivo. Un pari che fa male per come è maturato, ma che, almeno su carta, non cambia la corsa Champions. Roma quarta in classifica, Juventus staccata di 4 punti e Como quinto a -3.
Eppure la Roma ci aveva provato. Segnando il 3-1 con Malen, al sesto gol in sette partite, dopo il 2-1 di Ndicka in risposta al pareggio (bellissimo) di Conceicao. Ma nell’ultimo quarto d’ora il suicidio giallorosso, al sapore di grande occasione mancata.
Ad aprire le danze e stappare la partita era stato Wesley a fine primo tempo. Nel momento in cui la gara prometteva una serata di nervi e geometrie, il brasiliano ha scelto la via più semplice e più difficile insieme: un tiro a giro da giocatore che non sta più chiedendo il permesso. Anche perché Gasp, a lui, non rinuncia mai. L’acquisto più costoso del mercato, estivo e invernale messi insieme, e anche l’insostituibile:
32 presenze su 36 partite, praticamente onnipresente.
FONTE: La Repubblica











