Brutto svegliarsi, di colpo, col cielo ancora buio. I sogni dei romanisti, ieri sera, sono stati interrotti troppo presto, sul più bello, a un minuto dalla fine di Roma-Juventus. Il che, però, come sottolineato da Gasperini, non cancella di per sé la bellezza del sogno, seppur effimero. La bellezza di un popolo che si ritrova, numeroso come sempre – (…) – rumoroso come poche altre volte in stagione. Il peso specifico della serata lo si è percepito subito, all’Olimpico, già nel prepartita, quando un emozionato e emozionante Marco Conidi si è esibito, sotto la Curva Sud, con la sua “Mai sola mai”, (…).
Al momento dell’ingresso in campo delle squadre, la Sud s’è vestita a festa, con le bandiere dei gruppi in fila e sotto di loro il messaggio alla squadra: «Voi in campo, noi sugli spalti: siamo la coreografia più bella… Uniti nonostante tutto e tutti!». Firmato Curva Sud. E quest’unità d’intenti, di volare, di vincere, la gente l’ha urlata fin dall’inizio dai suoi seggiolini e la Roma, in campo, l’ha dimostrata, giocando una grande partita. Una partita indirizzata dal tiro a giro di Wesley, (…), poi ridimensionato dal pari di Conceicao.
Ndicka prima e Malen dopo sembrano dare la certezza, ma la doccia gelata arriva sul finale, con la rimonta juventina. Allo stadio cala il gelo, l’esultanza degli ospiti è fastidioso quanto, se non più, del suono di una sveglia. Rimane l’orgoglio, però, e l’amore, quello sempre. E si rinnova nell’applauso della Sud alla squadra dopo la fine. «Voi in campo, noi sugli spalti».
FONTE: Il Romanista – S. Valdarchi











