E pensare che finora ieri gli veniva dato del malato immaginario. «Siamo alle solite, ha una soglia del dolore bassissima», era il refrain non solo fuori Trigoria. E invece Dybala era infortunato. Chissà da quanto tempo a questo punto, visto che nel comunicato della Roma si legge: «il calciatore è stato sottoposto ad artroscopia diagnostica al ginocchio sinistro perché tutti gli esami precedenti non evidenziavano patologie. L’artroscopia ha evidenziato una piccola lesione parziale del menisco esterno che è stata regolarizzata. Il calciatore dovrà seguire un percorso riabilitativo di circa 5 settimane», Calendario alla mano, e considerando un minimo di rodaggio, rivederlo nella lista dei convocati nell’ultima settimana di aprile (tra Roma-Atalanta e Bologna-Roma di campionato per intenderci), sarebbe già un bel successo. Il problema, però, è a che questo intervallo di tempo già abbastanza lungo si deve inevitabilmente sommare l’ultimo mese e mezzo.
Qualcosa però non torna. Come mai si ventilava della possibile operazione per l’argentino già dopo Atene (29 gennaio) e la possibilità è tornata in auge, almeno a livello mediatico, a metà febbraio in concomitanza con la visita del medico finlandese Lempainen a Trigoria? Domande che dietro il diritto alla privacy del quale si può avvalere sia il calciatore che il club difficilmente troveranno risposta. Di certo tra titubanze iniziali del ragazzo, visioni differenti avute sulla vicenda tra consulenti di fiducia della proprietà e staff medici (tra chi ha spinto e convinto Paulo ad optare per la terapia conservativa e chi sarebbe intervenuto da tempo a livello chirurgico), qualcosa non ha funzionato.
È una tegola per la Roma ma soprattutto per il fuoriclasse argentino. E il rinnovo di contratto e/o la possibile convocazione per il mondiale con l’Argentina non c’entra nulla. La Roma non cercando mai un incontro con i suoi agenti in questi mesi, aveva già fatto capire a lui e al suo entourage che questo sarebbe stato un matrimonio destinato a sciogliersi a fine stagione. E Scaloni, non convocandolo da un anno e mezzo (ultima apparizione il 10 settembre 2024 contro la Colombia per 6′) non aveva nemmeno bisogno di parlare. Il problema, quindi, è quello che Dybala avrebbe dovuto regalare in questi mesi, gli ultimi della sua esperienza in giallorosso. Peccato perchè le storie possono finire anche in un altro modo. Il più rammaricato è Gasp, che contava di averlo al meglio per l’andata di Coppa col Bologna.
FONTE: Il Messaggero











