Benedetto pari, stavolta. Anche se Vitik – proprio quando mancavano pochi minuti dal fischio del pessimo Jablonski – sembrava Gatti e la Roma stava per rintanarsi nell’incubo di quel maledetto finale della sfida con la Juve, che ha messo in pericolo l’obiettivo Champions. Ma la palla del ceco ha fatto il tatuaggio alla traversa, Svilar ha potuto tirare un sospirone di sollievo. Stavolta c’è aria d’Europa, e l’uno a uno firmato Bernardeschi-Pellegrini non decide, rimanda.
Un risultato che racconta il match, le difficoltà della Roma e i limiti del Bologna. I giallorossi tra una settimana non dovranno rimontare, dovranno semplicemente battere il Bologna per toccare i quarti di finale di Europa League. E non sarà impresa da poco, lo stesso vale per il Bologna. Ci vorrà sì il cuore messo in campo ieri al Dall’Ara, ma pure altro.
A Bologna, la Roma riemerge grazie a una rete del contestatissimo Pellegrini, che ultimamente non ne ha azzeccata una ma ieri si è fatto trovare al posto giusto nel momento giusto. Un piccolo passetto in avanti.
Una rete contestata dal Bologna, per presunto fallo di Malen su Freuler, dopo che l’olandese con la forza, su un recupero energico di Cristante su Joao Mario, si era costruito in area il pallone d’oro per l’ex capitano. Bernardeschi aveva garantito l’uno a zero a Italiano ad inizio ripresa, con un gol dei suoi: sinistro a giro sul palo lungo di Svilar.
La Roma produce poco, Zaragoza non convince e nella ripresa, affianco a Malen, si vede Vaz, che si batte e tiene in apprensione i centrali bolognesi, senza pungere più di tanto. Ma è subito il Bologna andare in gol, con il migliore in campo, ovvero Bernardeschi, che sfrutta una magia di Rowe, che si beve Rensch e Celik per poi servire la palla giusta all’ex azzurro, che deve solo estrarre dalla tasca il pezzo forte del suo repertorio. Malen ha l’occasione del pari, ma calcia sul palo esterno.
Rensch e Celik si arrendono davanti allo strapotere di Rowe (sic), Gasp inserisce Tsimikas, poi Hermoso e quindi Pellegrini per El Aynaoui. Proprio l’ex capitano colpisce quasi a porta vuota, regalando al minuto 26 il pari alla Roma a metà. Che di questi tempi va preso come un successo. Poi c’è Vitik che prende la traversa, ma questa è un’altra storia. Stavolta dal finale più lieto.
FONTE: Il Messaggero











