Avremo uno stadio nuovo, forse in coincidenza con il centenario. Intanto riempiamo e godiamoci l’Olimpico, soprattutto giovedì, quando la partita sarà da dentro o fuori. Ma oggi prima di cena giochiamo una sfida fondamentale a Como e, a proposito di stadi, lo faremo in un piccolo impianto di bambole, con vista lago, ma contro un avversario tostissimo, il che dimostra che l’abito non fa il monaco. Lo sa benissimo Gasperini, che partendo da Bergamo, ha vinto una Coppa Europea ma la sua Roma attuale è imprevedibile. imprevedibile. E il grande merito, al netto degli infortuni e delle assenze, è lo spirito di squadra che abbiamo visto in campo. GPG ha meriti grandissimi per aver salvaguardato il tono e la coesione dell’ambiente, basta una frase, per capire: “Pellegrini, lasciatelo stare”, ha risposto a osservazioni superflue dopo la partita. Lorenzo sbaglia, o risolve, come tutti gli altri l’allenatore lo valuta meglio di tutti noi e soprattutto non rinuncia ad un tassello diventato importante con l’aria che tira, con tre attaccanti fuori gioco quasi del tutto e due giovani esordienti nella Roma non ancora abbastanza rodati. Sbaglia Gian Piero? Con i suoi metodi, Pisilli sta diventando una colonna aspettiamo cosa succederà con Vaz e Zaragoza, ma già abbiamo alcuni esempi con Celik, Hermoso, Ghilardi e Tsimikas.
Sono cresciuti, come piante ben curate. Gasperini non lascia nessuno da parte. E questa fiducia ha creato un clima nel quale giocatori come Svilar e Malen sono arrivati ad essere celebrati anche fuori dalla Roma. Oggi, però, c’è la giovane legione di Fabregas, uno che difficilmente sbaglia una partita, la velocità delle ripartenze lariane che hanno fatto male a tutti. È scontato che l’allenatore abbia chiesto il massimo di attenzione che in qualche finale é mancato, portando al pareggio vittorie che sembravano acquisite. Ha influito certamente anche la cattiva sorte di alcune deviazioni imprevedibili, però quella traversa del Bologna alla fine della serata di giovedì mi ha fatto sorridere: finalmente, ho pensato come tanti altri. Ma nel calcio, caso e sfortuna sono rari, oltre all’attenzione conta la motivazione, e la nostra oggi deve essere per forza superiore a quella del piccolo ma ricchissimo Como. Forza oggi, regaliamoci una cena felice e tanto ottimismo per giovedì: siamo una squadra europea.
FONTE: Il Messaggero – P. Liguori











