Quella coppa che Gasp ha già vinto, può diventare lo scoglio a cui la Roma può aggrapparsi per salvare la stagione, per renderla addirittura virtuosa. La vittoria dell’Europa League apre, come noto, la porta alla Champions, che il campionato sta pian piano chiudendole in faccia. Non è ancora il momento delle scelte, ci sono ancora nove partite da giocare in A ma le controindicazioni sono maggiori degli elementi a favore: la Roma, dopo il pari con la Juve e le sconfitte con Genoa e Como, deve rincorrere, e le avversarie, in questo momento hanno qualcosa in più: (…).
Ma il peso dell’ottimismo, diciamo così, pende dalla parte di Fabregas e Spalletti. Detto questo: non si sa mai, ma qui siamo già oltre la razionalità. Ben diversa è la strada Champions che passa dall’Europa League. Non che la Roma abbia già in tasca la finale di Istanbul, ma forse il percorso per arrivarci presenta sì delle curve ma non ci sono grosse buche insormontabili. La Roma si trova nella parte più complicata del tabellone, questo è un fatto incontestabile: superato il Bologna, e non è per niente scontato, la squadra di Gasperini troverebbe l’Aston Villa di Emery, che di questa Coppa è il padrone assoluto avendone vinte quattro, (…), e poi eventualmente il Porto di Farioli, che al momento è in vantaggio sullo Stoccarda, sconfitto in casa nell’andata degli ottavi per 2-1, e che nei quarti si troverebbe davanti uno tra Midtjylland e Nottingham Forest. Dall’altra parte del tabellone, sorprese escluse, la candidata per arrivare in fondo è il Lione di Fonseca che, sulla carta e sempre escluse sorprese, è più forte dei vari, (…), Ferencvaros, Panathinaikos, Genk, Friburgo, Betis e Braga.
La Roma è destinata a giocare delle finali anticipate, la prima è proprio giovedì, nel derby contro il Bologna. Una partita che all’andata al Dall’Ara ha detto 1-1, e quindi all’Olimpico, che si annuncia strapieno di gente e colori, la squadra di Gasp deve vincere anche di misura. Non ci sono rimontoni da fare, serve solo spingere il pallone in rete almeno una volta, possibilmente senza subire. E il trend di questo periodo ci racconta che la Roma abbia imparato a fare gol, grazie a Malen, ma ha cominciato a incassare troppe reti, molto di più di quanto non accadesse a inizio stagione, fino a diventare la migliore difesa d’Europa.
Dalla sua, i giallorossi hanno un Gasperini che questo trofeo lo ha vinto appena due anni fa con l’Atalanta, demolendo in finale l’invincibile Leverkusen di Xabi Alonso. Gasp, insomma, sa come si fa, tanto per citare vecchi titoli giornalistici, ma poi farlo non è di certo scontato. Scegliere non si può, la Roma ha ancora l’obbligo di portare avanti le due competizioni con lo stesso impegno, i attesa che il campionato le dirà se ci saranno ancora margini oggettivi, in caso contrario -(…) – Gasp sarà costretto a prenotare l’Europa. Una scelta che fece Mourinho e la sua Roma arrivò a giocarsi la finale, fino a un passo dal vincerla. Gasp come Mou? Forse sì, ma prima c’è il Bologna.
Servirà una prestazione di alto livello e in questo momento, la Roma non può garantirla. Sono troppi gli assenti e il calcio di Gasp ha subito una brusca frenata. Soulé non è ancora arruolabile, Zaragoza non ha ancora mostrato il suo lato migliore, ElSha ha appena recuperato e Malen si ritrova improvvisamente da solo L’olandese ha segnato sette reti in nove partite di campionato, è rimasto a secco nell’unica di Europa League, al Dall’Ara, dove è risultato decisivo comunque per l’assist a Pellegrini. Donyell quella Champions la vuole. (…).
FONTE: Il Messaggero – A. Angeloni











