Ci sono delle notti dove fare calcoli non è il caso. Koné lo sa bene. Il francese ricorda ancora quella della passata stagione a Bilbao, proprio di questi tempi (…), quando Ranieri, sorprendendo tutti – in primis il calciatore – lo lascio fuori. Manu non la prese bene. Era stato additato qualche giorno prima ad Empoli di essere quel «qualcuno che ha giocato per sé stesso anche se non vi dirò il nome» e poi puntualmente era finito in panchina nella partita che valeva una stagione. Il prologo alla gara di questa sera è diverso. Ma i dubbi sulla sua presenza restano. Il francese infatti viene da due partite sottotono contro Genoa e Como che hanno riacceso in città il dibattito tra chi lo ritiene “soltanto” un buon calciatore e altri che invece pensano che sia un campione con la C maiuscola, tanto da valere almeno una cinquantina di milioni. A tal proposito: le voci sull’Inter continuano a circolare. E nessuno ha interesse a smentirle. Figuriamoci Koné che con il suo fare guascone guarda avanti.
O almeno ci prova. Perché sta convivendo da tempo con qualche noia muscolare che non gli permette di recuperare velocemente tra una partita e l’altra. Anche ieri Gasperini, nel tracciare il bollettino di chi il giorno prima aveva svolto lavoro individuale, lo ha etichettato come «quello che sta peggio». Parole che si sommano al forfait nella partita d’andata al Dall’Ara e alla prova anonima di Como. Poi, però, il ragazzo ha svolto l’intera seduta, ha corso, calciato in porta, scherzato con i compagni. Insomma, il solito Manu. Che a meno di sorprese, partirà quindi dal l’.
La ricerca del partner di Malen continua. Ad oggi il favorito per affiancare l’olandese appare El Shaarawy anche se ieri il tecnico ha tenuto a precisare: «Basta leggere la nostra rosa. Stephan è rimasto fuori 40 giorni e non si è mai allenato. Non avrò nemmeno Venturino a disposizione. Domani ci saranno lui, Pellegrini e Zaragoza. Tutti stanno cercando di fare il massimo. Ora che sta bene può essere tra i protagonisti». Nell’elencare la lista dei “superstiti” Gasp dimentica Vaz. Ma poco cambia.
FONTE: Il Messaggero











