Se a diciotto anni arrivi alla Roma per 25 milioni di euro, la pressione di una piazza che ama e pretende in egual misura non puoi metterla da parte. Robinio Vaz si porta sulle spalle il peso del cartellino e ha dovuto bruciare le tappe. Non un problema per un ‘ragazzino’ che ha già esordito in Champions League, ma nel giro di poche settimane è passato dall’essere il quarto centravanti in rosa a vice Malen. Dovbyk e Ferguson sono out da due mesi e hanno finito in netto anticipo la stagione. Quindi ha dovuto accelerare il periodo d’adattamento. È entrato a Trigoria in punta di piedi ed ha legato fin da subito con Koné e Ndicka, Oggi può essere la sua serata. Contro il Bologna ha fatto intravedere le sue qualità. Deve migliorare tecnicamente ma giovedì per poco non è diventato l’eroe per caso di una serata poi diventata amarissima.
È entrato in campo sull’1-2 e sessanta secondi dopo la Roma si è ritrovata sotto di due gol. Ha conquistato un calcio di rigore e ha servito a Pellegrini la palla del 3-3. Niente male. Ma quello che più fa piacere al tecnico è che vicino a Malen ha fatto vedere il meglio di sé. Per questo la tentazione per la partita contro il Lecce è quella di schierarli insieme per la prima volta in stagione. L’occasione è ghiotta per Vaz che è cresciuto nelle banlieues parigine a pane e pallone.
In Serie A ha collezionato solamente 93 minuti in 6 presenze. In mezzo ci si è messo anche un piccolo infortunio al soleo che lo aveva fatto fuori per la gara con il Cagliari. Non gioca una partita titolare addirittura dal 1 novembre contro l’Auxerre. C’è bisogno anche di lui in questo finale di stagione: l’emergenza in avanti non si placa e questa sera ancora una volta mancherà Soulé. Il piano di Gasperini con i giovani è ormai noto. Nessuno si deve abbattere per qualche panchina di troppo perché prima o poi il momento arriva per tutti. La scena al Dall’Ara con Cristante che gli spiega come posizionare il braccio in barriera ha fatto sorridere, ma fa capire nel migliore dei modi quanto Robinio sia ancora acerbo sotto diversi punti di vista. E vista l’età non può essere una colpa.
Da domani Trigoria si svuoterà e lui sarà tra i pochissimi a lavorare con il tecnico durante la pausa. Un’opportunità da cogliere al volo poiché è previsto un richiamo di preparazione. Il tempo è dalla sua parte, non sarà sicuramente oggi la prova del nove ma fare bene sarebbe un passo in avanti per la sua carriera. Servono i gol di tutti, il solo Malen non basta per la Champions League. E ora il destino non è più nelle mani della Roma.
FONTE: Il Messaggero











