Ci sono delle partite, come quella odierna con il Lecce, che non hanno bisogno di prologhi particolari. Soprattutto se si arriva da un’eliminazione in Europa League subendo 4 gol in casa, da un mese di marzo che ha visto scivolare la Roma dal +7 sulla Juve a dover rincorrere sia Spalletti sia il Como di Fabregas. Non servono quindi preamboli, buoni propositi, alibi e/o mettere le mani avanti. Per una sera, servono i tre punti e basta. E per una volta non importa nemmeno come arriveranno. Alla Roma serve vincere per restare agganciata al treno Champions. Il colloquio andato in scena venerdì a Trigoria tra Ryan Friedkin, Gasperini, Ranieri e Massara è stato inevitabilmente interlocutorio.
L’allenatore ha tante cose che non gli piacciono ma ora, abbandonato dai risultati, è in una posizione di attesa. Ci sarà tempo per manifestare il suo pensiero ma prima deve risalire la corrente. Lui, in cuor suo, è convinto di farcela. E siccome quel traguardo lo ha tagliato tante volte, non resta che credergli. Di certo, la Roma si deve risollevare. I 120 minuti dell’altra sera rischiano di presentare il conto oggi contro l’ex Di Francesco, l’ultimo tra gli allenatori che si sono alternati a Trigoria in questi anni.
Gasp è in continua emergenza: oggi non avrà a disposizione lo squalificato Wesley e gli infortunati Koné, Soulé e Dybala. Quella contro il Lecce potrebbe così diventare la prima volta di Vaz titolare. Per il resto scelte quasi obbligate: Ghilardi farà rifiatare Hermoso, apparso stremato l’altra sera. Pisilli sarà confermato in mezzo vicino a Cristante con l’altro ballottaggio a sinistra tra Tsimikas e Rensch.
L’olandese è in preallarme anche per la fascia destra: Celik non è al meglio. Dal provino di questa mattina si capirà se sarà impiegato o meno. In avanti, Pellegrini agirà da trequartista dietro la strana coppia Malen-Vaz, con il misterioso Zaragoza e baby Venturino pronti a subentrare a partita in corso. Sarà curioso capire che accoglienza riserverà l’Olimpico. Giovedì sera la Curva Sud ha respinto i calciatori che si stavano recando a fine gara sotto il settore.
FONTE: Il Messaggero











