Da timore a forte sospetto a certezza: nel giro di pochi giorni i cattivi pensieri sull’infortunio di Wesley con il Brasile si sono tramutati in realtà. Gli esami cui si è sottoposto il giocatore hanno confermato la lesione muscolo tendinea del bicipite femorale destro. La prognosi stimata per il rientro in campo è di un mese. Uno stop per certi versi paventato. A chiunque abbia seguito la Roma negli ultimi otto mesi, l’esterno ha dato la sensazione di attingere energie da un serbatoio senza fondo.
Fin dal suo arrivo nella Capitale, il brasiliano non ha mai smesso di giocare, correre, fornire strappi. Dal primo minuto al recupero di ogni singola partita, ha sempre lasciato tutti indietro, nella migliore delle ipotesi sulla sua scia. Mentre gli altri arrancavano, lui ancora ne aveva. E quando è mancato, si è avvertito eccome. Gasperini lo ha capito prima di chiunque altro, insistendo nella scorsa estate per un acquisto che non era riuscito a ottenere all’epoca dell’Atalanta, noncurante di chi pensava che l’investimento sul classe 2003 fosse eccessivo (…).
I fatti hanno dato ragione al tecnico ben oltre le più rosee aspettative dei tifosi: 35 presenze complessive, condite da quattro gol e due assist e da una costanza di rendimento superiore a tutti gli altri componenti della rosa stagionale. Titolare fisso, prima a destra e poi sul versante opposto, dove è stato schierato quasi per caso contro l’Inter (…), risultando poi funzionale fino a rasentare la perfezione. Oggi è considerato senza troppe discussioni uno dei migliori esterni sinistri del nostro campionato. Tanto da diventare un insostituibile, anche per la lunga indisponibilità di Angeliño e il deludente rendimento di Tsimikas.
Il punto è che la sua presenza pressoché fissa (in Serie A è rimasto fuori soltanto per un paio di noie fisiche di breve durata e per squalifica) ha fatto seguito a un utilizzo costante anche nel resto dell’anno solare, quando era in forza al Flamengo. Nell’altro emisfero le stagioni calcistiche hanno calendari diversi da quelli europei e in Brasile gli impegni tendono a sovrapporsi fra coppa nazionale, Libertadores, campionati statali e Brasileirão.
Nel caso di Wesley e della sua ex squadra, al surplus di partite si sono aggiunte anche Supercopa e Mondiale per Club, estendendo le apparizioni in campo da fine gennaio all’estate piena (…). Il totale con la società di Rio de Janeiro fa 28 gare, che sommate alle 35 in giallorosso e alle 6 con la nazionale verdeoro portano a ben 69 i match disputati da Wesley nell’arco di quattordici mesi. Troppi per qualsiasi essere umano, anche per un motorino perpetuo come lui. (…).
FONTE: Il Romanista – F. Pastore











