Il solito loop che accompagna la Roma in queste settimane. D’attualità è la partita casalinga con il Pisa, domani all’Olimpico, da vincere per tenere aperta la corsa Champions. E quindi per mettere pressione alle rivali che precedono i giallorossi in classifica, il Como quarto a +4 e la Juve quinta a +3 impegnate domenica contro l’Inter e sabato a Bergamo contro l’Atalanta. Ma oltre al presente, c’è il futuro. Perché, insieme con le ultime sette tappe del campionato, continua a tenere banco la programmazione per la prossima stagione.
Gasperini è concentrato su entrambi i fronti. Perché, oltre a dedicarsi alla preparazione del match all’Olimpico contro l’ultima in classifica, è curioso di conoscere quale sarà la strategia decisa dalla proprietà per la Roma che verrà. E in attesa lui come la piazza. Perché ancora non va dato per sicuro l’azzeramento della rosa, come da messaggio veicolato da dentro Trigoria dopo il pesante ko di domenica contro l’Inter a San Siro. Gasperini si è esposto alla vigilia della partita contro l’Inter. E ha indicato la via. Con questa formula: «La rosa va rinforzata, non smantellata». La sintesi del suo ragionamento è semplice. Vanno presi almeno tre titolari, due attaccanti, con la priorità all’esterno alto da piazzare a sinistra. Poi il laterale mancino per spostare Wesley a destra. Impostazione, dunque, semplice.
È chiaro che tre novità, pure se tre titolari, non basteranno in caso di cessione di qualche big. E il ferimento va subito a Svilar e Ndicka e Pisilli. Via loro, la plusvalenza è totale. Ma chi parte, è poi da sostituire. E in questo caso aumenterebbero i titolari da prendere. Dal piano di Gasperini si passa a quello ipotizzato dai Friedkin e al momento affidato a Massara. È scontato che facendo piazza pulita il bilancio andrebbe a posto. Diminuirebbero i costi, senza più i senatori e i loro stipendi esagerati. La Roma sarà migliore di quell’attuale solo con altri Wesley e Malen. In caso di rivoluzione, non c’è altra strada.
FONTE: Il Corriere della Sera











