La Roma vince, ma si spacca. Adesso anche pubblicamente. Platealmente. L’attacco di Ranieri a Gasperini -(…) – è durissimo. «O io o lui» la sintesi del suo intervento. Circostanziato. E di pancia, prima di vedere i giallorossi superare il Pisa (…) – in attesa dei risultati della Juve quinta stasera a Bergamo e del Como quarto domani in casa contro l’Inter – e raggiungere i bianconeri in classifica, tenendo aperta la corsa Champions. Mezz’ora dopo l’affondo del senior advisor della proprietà, ecco appeso nella porta sotto la curva Nord il manifesto della linea suggerita dall’allenatore alla vigilia del match: Malen, uno dei due acquisti promossi da Gian Piero (…), firma il vantaggio dopo tre minuti, con l’ottava rete in campionato in meno di tre mesi. Claudio si alza in piedi – con Massara – e applaude al raddoppio dell’olandese che prima dell’intervallo sale a quota nove. E nella ripresa andrà in doppia cifra con il tris.
La resa dei conti, dunque. Chissà se sono stati i Friedkin a chiedere al dirigente di fare chiarezza. Se fosse così, addio al tecnico. In caso contrario e quindi iniziativa personale, conoscendo il basso profilo che caratterizza questa proprietà, autogol di Ranieri. Che ha presentato il conto a Gasperini. Dal mercato agli infortuni. Con la stilettata sull’arrivo di Gian Piero a Trigoria: «Abbiamo pensato a sei tecnici, tre non sono voluti venire e quindi abbiamo preso Gasperini». Addirittura la quarta scelta del club giallorosso. Sicuri i no di Fabregas e Pioli, il terzo dovrebbe essere Farioli (…).
«Abbiamo voluto lui per quello che aveva fatto all’Atalanta: partire con i giovani e piano piano portarli su grandi palcoscenici. Io e Gasperini abbiamo scelto i giocatori. Nemmeno un giocatore è venuto senza la sua approvazione: Ziolkowski, Venturino, Zaragoza… Potevamo prendere Rowe, non l’ha voluto. Anche Zaragoza è stato acquistato su sua richiesta. È vero che abbiamo preso Malen e Wesley, ma anche tutti gli altri. Molti si sono infortunati e ci sono state altre questioni. Troppo facile dire Malen e Wesley, avevamo scelto anche Ferguson e si è perso del tempo dietro Sancho che poi non è voluto venire. Poi per il Financial Fair Play abbiamo dovuto prendere tanti giocatori in prestito. Qualcuno è da Roma come Wesley e Malen e altri magari non stanno a quel livello. Non si sono ambientati o non vanno bene. Cambiamoli». Ha pure trovato il modo di ricordare il suo percorso nel campionato scorso: «Abbiamo dato all’allenatore una squadra arrivata a un punto dalla Champions e dei giovani da far maturare. La squadra aveva fatto tanto. Sono stato fortunato visto che ci sono stati solo due gravi infortuni, Dybala e Saelemaekers. Ora sono il garante della proprietà, non dell’allenatore. Farò il bilancio alla fine. Da senior advisor intervieni quando vieni interpellato dalla società. Se mi piacerà continuare in questo ruolo continuerò, altrimenti no. Non sto a fare il garante di nessuno. Come mi sono fatto da parte da allenatore, così potrò fare da senior advisor».
Sintetica la replica di Gasperini: «L’Atalanta non va nominata, ha fatto qualcosa di straordinario. Con i giovani e con i meno giovani. E’ stata competitiva da subito. Facendo risultati. Con Ranieri ci si vedrà prossima settimana, ma con lui non ho mai avuto screzi. Bella la nostra classifica. L’obiettivo è fare squadre forti. In estate ho chiesto solo due giocatori, ne è arrivato uno. Io 4 a scelta? Io sono contento di essere qui»
FONTE: Il Corriere della Sera – Ugo Trani











