Si salvi chi può. L’ennesima bomba a orologeria degli ultimi anni romanisti è esplosa, fragorosa e senza possibilità di ritorno. Stavolta tocca a Ranieri e Gasperini che a dire la verità, a parte nel momento in cui si sono scelti non si sono mai amati in questa avventura in giallorosso. Ma ora il bivio è chiaro: l’uno, o l’altro. Le parole pronunciate dal senior advisor prima di Roma-Pisa segnano il punto di ritorno di un rapporto che ha iniziato a logorarsi da subito ma che ora prepara il club all’ennesimo ribaltone.
Dopo i vani tentativi degli ultimi nove mesi di spegnere il fuoco alimentato dal pressing di Gasp, Ranieri ha lasciato le briglie tirando fuori le sue verità arricchite dalla frustrazione di chi ha visto franare continuamente progetto difeso e spiegato con cura a tutte le parti in causa. Una resa di chi ora di cni ora di essere meno centrale nelle mdecisioni per il futuro e che non esclude, anzi medita, di non esclude, anzi medita, di farsi da parte a fine stagione.
Da demiurgo della genesi della nuova era «friedkiniana», dopo la decisione di lasciare la panchina per «non perdere un anno», alla rinuncia a quel ruolo di <«garante» che lui stesso aveva utilizzato nemmeno un anno fa. La retromarcia di Sir Claudio è quella di chi ha compreso che accanto a sé c’è un allenatore blindato da un contratto da oltre 5 milioni a stagione da oitre 5 milioni a stagione per altri due anni, e che negli ultimi tempi ha avuto attenzioni e rassicurazioni importanti dalla società.
I colloqui tra Gasperini e i Friedkin, infatti, si sono intensificati (soprattutto nell’ultima settimana) col tecnico che ha illustrato alla proprieta la sua visione per ii ruturo mtà la sua visione per il futuro toccando praticamente tutti i punti nevralgici dei contrasti con Ranieri, dal mercato allo staff medico. Un piano che l’allenatore di Grugliasco, di fatto, ha poi spiegato nella conferenza stampa della vigilia del match col Pisa. La goccia che ha fatto traboccare il cia che ha fatto traboccare il vaso della calma del senior advisor. Una fiducia, in realtà mai mancata da tutta la dirigenza, nei confronti del tecnico che apre a un futuro sempre più centrale per Gasp con scenari che potrebbero riguardare non solo Ranieri
Anche la posizione di Massara, inevitabilmente, qualora non ci fosse più Sir Claudio a non ci fosse più Sir Claudio Trigoria potrebbe essere oggetto di valutazione con Giuntoli che resta alla finestra in attesa di possibili sviluppi. Per non parlare del ruolo di Totti che la società finora ha valutato come semplice ambasciatore ma che l’ex tecnico atalantino vorrebbe considerare per un incarico, insomma, è stato scoperchiato.
D’altronde dopo mesi di contrasti e vani tenta mesi di contrasti e vani tentativi di riappacificazioni, anche con riunioni dall’effetto placebo, (…). la distanza di vedute è diventata insanabile nonostante la comunicazione iniziale a prima stagione, di fatto, priva di obiettivi. Ora resta soltanto da capire chi farà la prima mossa, sempre se i due avranno voglia di chiarirsi faccia an faccia prima di salutarsi. Ne resterà, inevitabilmente, soltanto uno.
FONTE: Il Tempo – L. Pes











