Ma se Gasperini se ne va, che succede? Facile: servirà un altro allenatore. E la scelta non sarà certo facile. Il nome è già in cassa: De Rossi, e torniamo al punto (…) di partenza. Tutto sta a convincere i Friedkin sulla bontà dell’operazione, si tratterebbe di una persona capace di calarsi di nuovo in questa realtà e con l’occasione, grande, di prendersi una rivincita. E chiaro che, il primo ad essere convinto dovrà essere proprio Daniele, che a Genoa sta lavorando bene e che non ha intenzione di scottarsi di nuovo con l’amata Roma. Tornerebbe? Probabilmente sì, ma le condizioni dovranno essere chiare. Eh sì, l’eventuale addio di Gasperini (…) sarebbe digerito come un errore di valutazione prima e di poca capacità di gestione del personaggio poi. Un fallimento dell’ennesimo progetto che era partito con grande entusiasmo e che terminerebbe con tanti rimpianti. Ma non c’è solo De Rossi, ovvio, siamo sulle idee appena embrionali.
Sul taccuino finirebbero vecchi personaggi contattatati a suo tempo. Italiano, ad esempio, è un tecnico in ascesa: pure qui siamo all’esigenza di costruire per l’oggi e per il domani. Per il tecnico sarebbe un nuovo step dopo Fiorentina e Bologna, per il club un personaggio più gestibile in sede di mercato. Gasp, dopo anni e anni di carriera, sente il bisogno di vincere subito, non di costruire una Roma vincente per altri allenatori. Qui si fa il futuro: se esisterà un punto di incontro si andrà avanti, altrimenti si cambierà. Pioli è un nome avvicinabile da Massara per i trascorsi milanisti, ma in questo momento non sarebbe un personaggio rassicurante dopo il pesante fallimento a Firenze. Valverde, 62 anni, è il vecchio marpione a cui si rifarebbe: ha fatto un buon lavoro a Bilbao e ha esperienza. Non è Mourinho, ma nemmeno Farioli. Siamo a metà, così come Motta, reduce dal miracolo Bologna e dalla caduta con la Juve.
FONTE: Il Messaggero











