La corsa per la presidenza FIGC accelera verso le elezioni del 22 giugno. Oggi alle 14:00 è andato in scena il primo vero confronto tra Giovanni Malagò e la Lega Serie A, forte dell’appoggio di 19 club su 20, con la sola eccezione di Lotito. In mattinata, alle ore 11:00, l’Assemblea definirà le priorità da sottoporgli: interventi del governo su stadi e Decreto Crescita, oltre a riforme immediate per i vivai, come il ritorno del vincolo sportivo e nuovi incentivi per i talenti italiani. L’ufficialità della candidatura di Malagò arriverà però solo dopo un giro di consultazioni. Domani vedrà il presidente della Serie B Bedin, mentre tra mercoledì e giovedì la sfida con l’altro candidato Giancarlo Abete, appoggiato dalla LND, si sposterà sui tavoli di Lega Pro, Assocalciatori e Assoallenatori, il cui 30% dei voti sarà l’ago della bilancia. Sullo sfondo resta vigile il Ministro dello Sport Abodi, atteso domani in Senato per chiedere una vera riforma di sistema che vada oltre la semplice elezione del presidente. Al termine dell’ioncontro, lo stesso Giovanni Malagò, è interventuto in conferenza stampa:
“Mi sembrava doveroso cominciare con chi aveva pensato a me per l’ipotesi della candidatura, anche e soprattutto per questo atipico consenso all’interno della componente. È previsto che farò degli incontri anche con il presidente della Lega di B, domani col presidente della Lega Pro e prima della fine della settimana anche con Assocalciatori e con la componente che rappresenta gli allenatori. Posso sembrare di parte, ma l’ambiente lo conosco molto bene, sono state due ore straordinarie di chiacchierata in cui tutti hanno espresso concetti e rinsaldato fiducia che mi fa molto ragionare, io non ho nessuna certezza di portare avanti la candidatura, lo farò esclusivamente dopo aver sentito le altre componenti”.
Malagò ha analizzato le ragioni della crisi del sistema calcio… “Ho sempre la preoccupazione di cercare di dare un senso del ruolo e dell’impegno e della presenza. Non sono preoccupato del risultato elettorale del 22 giugno, è chiaro che quando c’è una partita uno la deve giocare, però sto cercando di riflettere e dare un apporto diverso, propositivo e ottimistico. Se oggi si pensa a un nuovo presidente di Federazione è perché l’Italia è stata di nuovo eliminata per il Mondiale. Se l’Italia avesse vinto in Bosnia non penso staremmo a parlare dell’elezione di un nuovo presidente della FIGC. Sotto il profilo di quella che è la capacità di saper organizzare una squadra che va in campo mettendo il massimo qualcosa l’ho dimostrato nella mia vita. Non devi stare a disperdere tempo ed energie per stare dalla mattina alla sera a contemperare formule compromissorie. Credo che oggi il calcio debba mettere da parte il più possibile i personalismi, sotto il profilo del prodotto e dell’immagine si deve mettere in condizione di meritare di essere considerato in modo diverso sotto un profilo istituzionale, come si è dimostrato in altre discipline sportive”.
Giovanni Malagò ha proseguito… “Il sistema deve essere prima di tutto sostenibile, perciò c’è un tema di ricavi e costi. Bisogna mettere a terra dinamiche di gestione diverse, potremmo parlare all’infinito, ho parlato anche di modelli e dinamiche di altre discipline, penso che il lavoro vada fatto con chi ha competenza della parte normativa”.
Il programma di consultazioni proseguirà domani con gli incontri con il presidente della Serie B Bedin e con Matteo Marani (Lega Pro), per poi concludersi giovedì con Assocalciatori e Assoallenatori. Sulle tempistiche per lo scioglimento della riserva, l’ex Presidente del CONI ha dichiarato: “Finirò la settimana e raccoglierò anche le idee, sarà importante anche incontrare il presidente Abete, devo fare un programma. Penso che arriveremo, non dico a ridosso del 13 maggio, ma quasi”.
FONTE: Redazione Tuttoasroma











