(…) Un mese fa il diesse Massara aveva incontrato Carlos Novel, agente dell’argentino, per impostare una possibile proposta di rinnovo. Un confronto che avrebbe dovuto essere il preludio a una trattativa concreta. Invece nulla. Nessuna offerta come era stato prospettato dal diesse, nessun passo successivo. E lo stupore, dentro l’entourage della Joya, è diventato inevitabile. Lo standby è stato in parte causato anche dalla situazione del diesse: Massara in uscita, stop a tutte le trattative in attesa del nuovo dirigente e di un via libera da parte dei Friedkin a riprendere i discorsi. Dybala, intanto, ha già da tempo fatto la sua scelta. Restare nella Capitale, restare nella Roma, restare dentro un progetto che sente ancora suo. Al punto da essere disposto a ridursi sensibilmente l’ingaggio, rimodulando il contratto tra quota fissa e bonus legati a presenze e rendimento. Un’apertura enorme da parte di un campione del Mondo che sente ancora di poter essere decisivo. Le parole pronunciate dopo la vittoria contro il Parma hanno avuto il peso di una confessione. E forse anche di un messaggio diretto alla società: «Probabilmente il derby sarà la mia ultima partita davanti ai tifosi della Roma. È quello che dice il contratto. Vedremo alla fine del campionato cosa succederà». Parole forti e sincere. Parole che hanno acceso immediatamente l’emotività del popolo giallorosso. Perché Dybala non è soltanto un giocatore. È il volto tecnico della squadra, il campione capace di cambiare l’inerzia di una partita con una giocata. E anche quando il fisico lo tradisce, il suo peso resta enorme. (…)
FONTE: Il Corriere dello Sport











