Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. E nel Milan di oggi, con la qualificazione Champions appesa a un filo a due giornate dalla fine, quanto avrebbe fatto comodo un leader di tante battaglie come Marcos Cafu, uno che Paolo Maldini chiamava “Capitano”, considerandolo un pari grado quando entrambi vestivano la maglia rossonera. “Sono convinto che nelle due gare decisive rivedremo il Milan che abbiamo conosciuto nella prima parte della stagione”, anticipa l’ex terzino brasiliano, visto in Italia anche alla Roma.
Sono giorni complicati per il Diavolo, reduce da 7 punti nelle ultime 8 giornate, scavalcato dalla Juventus e raggiunto dalla Roma al quarto posto… “Quale squadra nell’arco di una stagione non attraversa un momento di difficoltĂ ? Il problema del Milan è che sia arrivato proprio nel rush finale del campionato e quindi lo si nota di piĂą”.
Come è giocare in un clima di forte contestazione, come successo a San Siro nell’ultima contro l’Atalanta? “Partiamo dal principio che contestare è un diritto sacrosanto dei tifosi, almeno finchĂ© la protesta resta nei confini della civiltĂ , cosa che per esempio non era capitata ai miei tempi alla Roma dopo un’eliminazione in Coppa Italia per opera dell’Atalanta (…). Tifoserie come quella giallorossa o dello stesso Milan sono molto calde, ma bisogna anche ricordarsi che nessun tifoso vuole il male della propria squadra, per cui i fischi o i cori vanno intesi solo come un modo per spronare l’ambiente”.
Ha citato l’altro suo grande amore italiano, la Roma. Ironia della sorte, le sue due squadre sono in corsa per un posto in Champions: chi la merita di piĂą? “Mi sta chiedendo di scegliere tra mamma e papĂ (…)? A parte gli scherzi, io credo che entrambi la meritino e mi auguro che entrambi ce la facciano. PerchĂ© sia Milan che Roma hanno iniziato solo adesso un nuovo percorso e lo stanno facendo anche egregiamente, contro ogni pronostico”.
Forse con un mercato a gennaio piĂą ricco il Milan ora non rischierebbe… Si sognava lo scudetto. “Non è così facile il mercato invernale. Devi essere bravo e anche molto fortunato. Come la Roma nel pescare quel mostro di Malen“.
Malen segna a raffica. Leao e Pulisic, invece, dopo i 15 gol in due all’andata si sono fermati a due – (…) – nel ritorno. “Un mistero, ma come nel calcio ne capitano spesso. Vi ricordate Dovbyk? Arrivò alla Roma da capocannoniere della Liga col Girona, segnò pure in giallorosso, prima di entrare in crisi… Non è che può essere diventato un incapace all’improvviso. Lo stesso discorso vale oggi per Leao e Pulisic”.
FONTE: La Gazzetta dello SportÂ











