Se da una parte Lotito continua a schiantarsi contro il muro dei tifosi biancocelesti che di una Lazio «padronale» non vogliono sentir parlare, dall’altra cresce il rapporto tra i Friedkin e la sponda giallorossa del Tevere. C’è infatti anche la mano della proprietà americana dietro alla decisione di anticipare il derby «solo» di mezz’ora rispetto alla data iniziale data dalla Lega e poi impugnata dal prefetto. Il presidente in persona, tramite il figlio Ryan, ha insistito e fatto pressione per accontentare i tifosi giallorossi che avevano espresso chiaramente il desiderio di non far disputare che la partita il lunedì sera.
Così il club, letto e «ascoltato» il comunicato della Curva, ha deciso di schierarsi al fianco dei suoi tifosi anche a rischio di doversi accollare un surplus di spesa (per garantire ordine pubblico e servizi subito fuori e all’interno dell’Olimpico) pur di far giocare una partita, che potrebbe rivelarsi fondamentale per la stagione, nell’orario preferito dai tifosi. I Friedkin, a differenza del presidente biancoceleste, hanno capito che i tifosi non sono «clienti».
FONTE: Il Tempo – T. Carmellini











