L’ultima volta. L’ultimo atto di uno sceneggiato scritto male, figlio di una pena eccessiva e lungo oltre quattro mesi. Udine, Napoli, Genova, Como, Milano, Bologna, Parma…e domenica anche Verona. Domenica sera al Bentegodi la Roma si giocherĂ la partita piĂą importante della sua stagione, probabilmente piĂą determinante di tante altre anche nelle ultime annate e per l’ottava volta in questo campionato lo dovrĂ fare senza che i suoi tifosi residenti nel Lazio possano seguirla e sostenerla da vicino. Come è successo il 18 gennaio per Torino-Roma e poi non piĂą. MancherĂ nuovamente il cuore pulsante di un popolo che proprio in quello stadio ha dato piĂą volte prova di amore incondizionato e che all’Olimpico è stato motore di parte di quanto fatto dagli uomini di Gasperini fino a oggi.
“Riaprite Verona”, piĂą che un appello all’annullamento di un provvedimento eccessivo (…), è quasi una provocazione a rimarcare quanto il divieto stesso sia stato eccessivo, per il quale a pagare per le colpe di pochi sono stati tantissimi, oltre che la Roma stessa, per fin troppo tempo. E non è del tutto finita. Passata Verona, con tutti i verdetti che questa comporta, per la prossima stagione l’attenzione vigerĂ una “diffida”, un monito che al primo episodio simile arriveranno ulteriori punizioni. Il divieto riguarda specificatamente il settore ospiti dei vari stadi ma al Bentegodi anche l’opzione di andare in tribuna è impercorribile: sarebbe stato necessario sottoscrivere la tessera di fidelizzazione del club gialloblĂą entro il primo maggio scorso. MancherĂ ancora il tifo organizzato e un pezzo di un popolo, anche se, come sempre accade, la Roma non sarĂ del tutto sola. I posti del Bentegodi che il Verona ha messo a disposizione del Bentegodi ai romanisti sarĂ comunque riempito.
A spingere perché Malen e compagni strappino un biglietto per la prossima Champions League sono previsti 1.470 romanisti, chiaramente non residenti nel Lazio. Tanti di loro fanno parte dei numerosi club sparsi in giro per l’Italia, regolarmente in trasferta per la loro passione. Ci sarà il Roma Club Verona, così come tanti da diverse regioni del Nord quali Emilia-Romagna, Lombardia, fino alla Toscana, giustamente non perderanno l’occasione di esserci, anche se, in qualche modo, vittima dell’ingiustizia del divieto lo sono anche loro. Perché “Chi tifa Roma non perde mai” è nato a Verona nel 2010, quando i romanisti “in trasferta” erano in 15.000 e lo Scudetto solo sfiorato non è l’unico ricordo da portarsi dentro.
FONTE: Il Romanista – L. Frenquelli











