
DATI DA INTERPRETARE – Numeri importanti. Che però non dicono tutto. Perché poi andando a scavare, ti rendi conto che c’è chi ha fatto come te o meglio di te. Partiamo proprio dagli assist: Salah con 8 è fenomenale ma c’è chi ne ha fatti 9 (Anderson e Callejon). Le 13 gare senza subire reti in campionato è un dato fantastico ma c’è chi non ne ha subite per 14 (Juventus). I 23 gol in 30 gare di Dzeko in serie A sono un risultato favoloso ma poi ti accorgi che Belotti li ha segnati in 27 partite. Annotazioni che, vogliate crederci, non hanno il fine di sminuire l’operato della Roma e di Spalletti ma che desiderano solamente contestualizzarle in un torneo che vive una crisi tecnica senza precedenti. Della quale, a turno, si avvantaggiano un po’ tutti. Le prime 8 hanno 41 punti in più (484-443) della stagione scorsa. Si corre così tanto perché in serie A milita non una ma tre squadre hanno collezionato più sconfitte (21 a testa) nei top 5 campionati europei. La somma di punti del trio Palermo-Crotone-Pescara è di gran lunga (-14) la più bassa della storia della serie A. E non si ha memoria di ben 4 attaccanti che con 8 match da disputare avessero già toccato o superato quota 20 reti (con Higuain a 19 e Immobile a 18). Il Sassuolo lo scorso anno arrivò sesto con 61 punti. La disastrata Inter oggi è sesta e ne ha già 55. Tradotto: il rischio che molti avversari siano semplici sparring-partner è molto alto. E questo svilisce il torneo e altera i numeri. Ma soprattutto le percezioni di chi osserva.










