Doveva essere la ciliegina sulla torta. E invece, a quasi 33 anni (che festeggerà a novembre) e a meno di sorprese last-minute dal mercato, si sta riscoprendo la torta intera. Anche se il tempo passa e non siamo più nel 2022 quando una tifoseria intera era lì ad attendere che si affacciasse sulla gradinata del Colosseo quadrato, Dybala rappresenta ancora la stella polare tecnica della Roma. Curioso pensando che se non fosse stato per Gasperini, oggi Paulo giocherebbe in Mls o al Boca.
Del resto non c’è Roma senza Paulo. Dal merchandising, dove la sua maglietta continua ad essere la più venduta, al campo dove non c’è giocata che non passi per i suoi piedi, la Roma 2026-27 si riflette ancora nella classe, nell’estro e nell’inventiva dell’argentino. Un limite o un vantaggio? Di certo non un problema. Il problema, semmai, può diventare se Dybala diventa l’unico in grado di cambiare da solo una partita. Perché poi il discorso è sempre il solito: ok, fin quando c’è la Joya c’è gioia. Ma quando manca? Cosa accade? C’è qualcun altro in grado di prendere per mano la squadra in sua assenza? Ci ha provato Soulé nella passata stagione, prima che la pubalgia lo mettesse ko.
Ci proverà Mora, ragazzo dal talento cristallino, per il quale però avere la certezza che pronti, via possa ritagliarsi questo ruolo è un forte esercizio di ottimismo. Inutile girarci intorno, quella X a sinistra pesa. E pesa ancor di più perché la Roma ha speso 91 milioni sul mercato (senza bonus, altrimenti ne andrebbero aggiunti altri 8,5)che diventano 116 con il riscatto obbligatorio di Malen. L’unica cosa certa, ribadita anche ieri, è che il tecnico vuole due calciatori: un esterno alto e uno basso.
E la seconda, non meno importante, è che Dybala è ancora al centro della Roma. E nella Roma attuale, chi oltre a Malen là davanti garantisce gol? Castro? Certamente che però l’allenatore vede in alternativa all’olandese, almeno in partenza. L’immalinconito Soulé? Il 19enne Mora? Quando sarà pronto Pellegrini? No, l’unico che – al netto di infortuni – può garantire la doppia cifra è sempre lui: Paulo da Laguna Larga.
FONTE: Il Messaggero











